Comunicazione per posta ordinaria da Europa Factor

Il credito vantato potrebbe essere prescritto se dal 2010 ad oggi nessuno ha inviato al debitore una corretta comunicazione interruttiva dei termini


DOMANDA

Salve ho ricevuto una lettera da Europa factor (tramite studio legale) dove mi viene richiesto di provvedere a pagare un prestito che per varie vicissitudini non ho potuto pagare. Il debito ammonta a 7.000 € (che io purtroppo non ho) risale al 2010. La lettera è stata inviata il 31 marzo ma io l’ho ricevuta venerdì. Nella lettera c’è scritto che se non provvedo potrebbe esserci un pignoramento di qualunque cosa. La casa non è mia pago l’affitto e i mobili sono del padrone di casa. Io ho chiamato venerdì dicendo che non ho intenzione di pagare. Poi ci ho ripensato e ho pensato di saldare il debito proponendo un prezzo. Non rispondono più al telefono al numero che mi hanno detto di contattare. Come dovrei muovermi? Cosa potrebbero fare? Se dovesse arrivare qualcuno a casa?

RISPOSTA

Andrebbe innanzitutto verificato se la debenza, risalente al 2010, risulta prescritta. Lo si può fare, scrivendo allo studio legale, via PEC o raccomandata A/R, che il debitore intende onorare l’impegno a suo tempo assunto se, e solo se, lo studio legale dimostrasse l’esistenza di un comunicazione interruttiva dei termini di prescrizione inviata al destinatario, via PEC o raccomandata A/R, prima del 2020. Inoltre la concessionaria Europa Factor dovrebbe dimostrare di aver acquisito per cessione, il diritto di poter esigere il debito, esibendo la documentazione che accertasse il passaggio di cessione dal creditore originario al soggetto richiedente attuale. Qualora ciò non fosse, la richiesta sarebbe da considerarsi, per legge, estorsiva, e come tale potrebbe essere oggetto di segnalazione all’Autorità Giudiziaria, attraverso un esposto querela sottoscritto dal debitore.

Nessun addetto al recupero domiciliare di Europa Factor avrebbe il diritto di presentarsi, o, peggio, entrare in casa del debitore.

L’unica cosa che Europa Factor potrebbe fare è quella di procurarsi un decreto ingiuntivo per pignorare il conto corrente o lo stipendio del debitore. Ma se il debitore non lavora e non è intestatario di conto corrente, il pignoramento sarebbe infruttuoso.

Se il debito residuo risultasse davvero prescritto, converrebbe fare opposizione al decreto ingiuntivo eccependone l’intervenuta prescrizione (la prescrizione non può essere rilevata d’ufficio dal giudice che emette il decreto ingiuntivo ammesso che Europa Factor riuscisse, carte alla mano, a dimostrare di essere il legittimo creditore cessionario) in modo che, in futuro, nessuno potrebbe più pretendere la riscossione di un debito risalente al 2010.

LO studio legale non risponde perchè il mittente della comunicazione ordinaria non è uno studio legale o perchè Europa Factor non ha le carte in regola per poter esigere il credito non rimborsato, attraverso le vie legali. Di solito si tratta dell’iniziativa di qualche impiegato infedele che tenta la fortuna di riuscire a riscuotere un debito ormai prescritto.

STOPPISH
21 Aprile 2026