ISEE universitario – Studente autonomo o attratto nel nucleo familiare dei genitori con lui non conviventi?

Ho 35 anni, non sposato, senza figli, vivo da molti anni da solo in casa di mia esclusiva proprietà e in cui ho residenza: da 3 anni sono disoccupato a reddito zero (vivo con i soldi accumulati dai lavori svolti negli anni precedenti). Ora per l’iscrizione ad un master ho bisogno dell’isee universitario.

Leggo che per essere uno studente autonomo bisogna avere due requisiti:
– non risiedere con i genitori da almeno due anni (ok)
– presentare una adeguata capacità di reddito

Come già detto, io al momento non ho reddito da lavoro dipendente o assimilato, ma ho una casa di proprietà e un patrimonio mobiliare che mi consente di vivere senza problemi.

Sono comunque tornato inconsapevolmente da 3 anni a carico irpef dei miei genitori (anche se loro non usufruiscono di detrazioni)?

Devo quindi chiedere anche i loro dati per la compilazione dell’isee universitario?

Lo studente universitario potrebbe anche non essere a carico fiscale dei genitori non presenti nel suo stato di famiglia, il che significa che lo studente potrebbe aver percepito, nel corso del 2017 (con riferimento alla DSU ISEE presentata nel corso del 2019) un reddito superiore a 2 mila e 840,51 euro (la definizione per cui un figlio è, o non è, a carico fiscale dei propri genitori esula dalla circostanza che i genitori fruiscano, o meno, delle detrazioni per figlio a carico).

Fatta questa premessa chiarificatrice, lo studente universitario, eventualmente anche non a carico fiscale dei genitori, non è considerato autonomo, se non si rispettano, entrambe, le due condizioni di seguito riportate:

1) lo studente è residente fuori dall’unità abitativa della famiglia di origine da almeno due anni rispetto alla data di presentazione della domanda di iscrizione per la prima volta a ciascun corso di studi, in alloggio non di proprietà di un suo membro. Si deve pertanto verificare se la residenza dello studente è da almeno due anni diversa da quella dei suoi genitori (o più in generale della sua famiglia di origine) e comunque che tale residenza diversa non sia in immobile di proprietà di uno dei membri del nucleo familiare originario;

2) lo studente presenta una adeguata capacità di reddito: per valutare l’adeguata capacità di reddito, si deve fare riferimento alle disposizioni dell’università che disciplinano la richiesta della prestazione; al momento in cui si scrive la soglia è fissata in 6.500,00 euro.

Come dicevamo lo studente non è considerato autonomo al fine della richiesta di prestazioni del diritto allo studio universitario nel caso in cui nessuna delle due condizioni sopra riportate venga rispettata o ne venga rispettata solo una. In tal caso, lo studente universitario, pur non trovando inclusi i genitori nel proprio stato di famiglia, è da considerarsi come parte del nucleo familiare di essi: cioè è come se, ai fini delle prestazioni per il diritto allo studio universitario, venisse attratto nel nucleo della famiglia di origine.

Pertanto, se lo studente universitario non è autonomo, è necessario integrare le informazioni dello stesso con i dati reddituali e patrimoniali del nucleo dei suoi genitori.

28 Ottobre 2019 · Genny Manfredi

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