Se un soggetto iscrive ipoteca sul bene di proprietà di un parente si rischia azione revocatoria del prestito a garanzia del quale c'è stata l'iscrizione ipotecaria?

Mia madre ha un debito con sua cognata di 70 mila euro: mio fratello potrebbe prestarglieli, ma necessiterebbe di garanzie. Poichè mia madre è coinvolta in una causa dove se le cose finissero male rischierebbe il pignoramento immobiliare, si rischierebbe l'azione revocatoria dell'ipoteca a favore di mio fratello, sempre che si possa fare?

La prova della partecipazione alla frode del terzo, necessaria ai fini dell'accoglimento dell'azione revocatoria ordinaria, può essere ricavata anche da presunzioni semplici, ivi compresa la sussistenza di un vinco­lo parentale tra il debitore ed il terzo, quando tale vincolo renda estremamente inverosimile che il terzo non fosse a conoscenza della situazione de­bitoria gravante sul disponente (Cassazione 5359/2009).

Ai fini dell'accoglimento dell'azione revocatoria ordinaria, è sufficiente la titolarità di un credito eventuale, quale quello oggetto di un giudizio ancora in corso (Cassazione 9855/2014).

Anche il credito eventuale, nella veste di credito litigioso, è idoneo a determinare l'insorgere della qualità di creditore che abilita all'esperimento dell'azione revocatoria ordinaria avverso l'atto di disposizione compiuto dal debitore (Cassazione 1893/2012 - nella fattispecie si trattava proprio di atto di concessione di ipoteca volontaria da parte del debitore su immobile di proprietà).

Penso che basti a dissuadere sua madre e suo fratello dal procedere oltre, a meno che non si voglia sperare nell'inerzia del terzo (eventuale) creditore e, quindi, nella prescrizione quinquennale dell'azione revocatoria.

7 febbraio 2017 · Marzia Ciunfrini

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