Intimazioni di pagamento dai concessionari erariali e locali, ma io non ho (quasi) niente - Cosa mi consigliate?

Mi è stata notificata per a/r una intimazione di pagamento da parte di agenzia entrate riscossione di 4600 euro da pagare entro 5 giorni, pena esecuzione forzata ed una ingiunzione di pagamento da parte di Soris per 400 euro per un bollo non pagato tempo 60 giorni poi esecuzione forzata.

La mia situazione economica è disastrosa: ho una macchina intestata a mia moglie del 2003 pignorata, c/c cointestato in cui transitano il mio stipendio 1300 euro e quello di mia moglie di 400. In casa è tutto pignorato: ho un contratto a termine di lavoro il 30/11/2017 e mia moglie ha un contratto a tempo indeterminato, attualmente è in maternità (al 7.mo mese). Cosa mi consigliate di fare e cosa devo aspettarmi?

Considero una leggerezza che, nelle condizioni descritte, il conto corrente sia ancora cointestato: è'vero che, in caso di pignoramento, il coniuge cointestatario non debitore può rivendicare la restituzione della metà della liquidità disponibile prima dell'accredito degli ultimi stipendi a favore dei cointestatari, nonché l'importo dell'ultima propria retribuzione; ma è anche vero che per raggiungere lo scopo bisogna pagare un avvocato che presenti ricorso al giudice dell'esecuzione ed attendere l'espletamento di tutte le procedure di rito.

Quindi, la cosa da fare subito è aprire due conti correnti non cointestati, uno per ciascuno dei due coniugi ed estinguere il rapporto cointestato. Per minimizzare i danni derivanti da un pignoramento del conto corrente del coniuge debitore, quest'ultimo dovrà mensilmente avere l'accortezza di prelevare la somma accreditata a titolo di stipendio appena calda di bonifico, magari riversandola sull'altro conto corrente intestato esclusivamente al coniuge non debitore.

Queste sono le misure minime precauzionali da adottare al più presto.

27 ottobre 2017 · Ornella De Bellis

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