Inps ha pagato il TFR a due ex dipendenti di una sas di cui ero socio accomandatario - Per quanto tempo potrà essere esercitata rivalsa su di me?

Sono stato socio accomandatario di una sas che è andata male: non c'erano i requisiti per la fallibilità, inoltre due ex-dipendenti mi hanno richiesto il TFR ma non ho potuto darglielo e loro, dopo aver tentato alcune esecuzioni forzate si sono rivolti al fondo di garanzia INPS, esibendo una visura catastale dove si vedeva che io avevo un immobile intestato, ma questo era ipotecato oltre il valore. L'Inps li ha pagati.

Domanda: se in futuro riuscirò a togliere l'ipoteca, o se mi intesterò altri immobili, l'Inps potrà rifarsi su di me? Se si, per quanto tempo ancora sarò ancora a rischio?

L'iter di escussione coattiva per il recupero di quanto versato dal Fondo gestito dall'INPS per il Trattamento di Fine Rapporto dovuto ai dipendenti della società di cui era socio accomandatario è il solito: le verrà notificato un avviso di addebito a cui seguirà la cartella esattoriale.

Diciamo che, a meno di accadimenti al momento non prevedibili e poco probabili (quali la decorrenza dei termini di decadenza per l'esercizio dell'azione di regresso nei suoi confronti da parte dell'INPS oppure vizi di nullità non sanabile che emergessero nelle procedure di notifica degli atti a lei destinati) persistendo l'inadempimento, lei rischierà non solo l'ipoteca o l'espropriazione di nuovi immobili dei quali diventasse proprietario o dei vecchi immobili sgravati da ipoteca già esistente, ma anche il pignoramento del conto corrente, il fermo amministrativo sui veicoli di proprietà nonché il pignoramento presso terzi dei corrispettivi a lei eventualmente spettanti (sia come imprenditore che come lavoratore dipendente).

Inoltre, i suoi eredi dovranno rinunciare all'eredità per non essere obbligati a rispondere del debito da lei acquisito.

3 febbraio 2017 · Carla Benvenuto

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