Ingiunzione di pagamento da parte del curatore fallimentare della ditta ove avevo acquistato un divano

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Ho ricevuto un’ ingiunzione di pagamento (tramite raccomandara A/R) da parte del curatore fallimentare nominato in seguito al fallimento della ditta che aveva in precedenza inglobato quella presso cui avevo acquistato un divano (Fallimento 33/3011, sentenza del 25-28/03/2011).

Il pagamento dei 2500 euro totali richiesti è avvenuto nel modo seguente: 200 euro alla firma del contratto, altri 1300 euro alla consegna del divano e successive 10 rate da 100 euro ciascuna. Il pagamento doveva iniziare nel mese di Agosto del 2010, ma i bollettini non arrivarono in tempo così contattai il venditore che era venuto a casa a farmi firmare il contratto.

Il venditore venne ad Ottobre del 2010 ed incassò brevi manu le rate (200 euro) relative ad Agosto e Settembre e portò i restanti 8 bollettini premarcati di vaglia postale per i pagamenti successivi. Ad Ottobre pagai tramite vaglia postale che mi costò la bellezza di 6 euro per cui feci le dovute rimostranze al venditore, il quale si offrì di venire personalmente a riscuotere le rate restanti.

Ad ogni scadenza prefissata ricevevo puntualmente la visita del venditore e, con altrettanta puntualità, onoravo gli impegni presi; la prassi stabilita tra noi prevedeva che per ogni pagamento effettuato lui scrivesse su un pezzo di carta la data, l’entità del pagamento(100 euro) e vi ponesse la sua firma autografa. Al termine del pagamento (avvenuto a Marzo del 2011) ha riportato la dicitura “Fine del pagamento” e nuovamente la sua firma.

Nella raccomandata il curatore mi chiede di versare, relativamente all’anno 2010, urgentemente 500 euro su un CC bancario di cui fornisce le coordinate, ma non fornisce alcuna indicazione sul periodo cui tale somma è riferita ne’ sulla motivazione della richiesta e ne’ tantomeno fornisce documenti attestanti la sua titolarità ad esigere il pagamento.

Fino a questo momento io ignoravo completamente che la ditta dalla quale avevo effettuato l’acquisto del divano fosse fallita e comunque ero certo di aver adempito completamente al pagamento.

Appena ho ricevuto la lettera ho telefonato al venditore esponendogli il problema e lui mi ha subito candidamente confessato di essere a conoscenza del fallimento della ditta già da quando aveva iniziato a riscuotere di persona le rate mensili e anzi, ha aggiunto, poichè avanzava delle provvigioni dalla ditta in questione, era stato autorizzato a trattenere per sè quanto riscosso a titolo di compensazione per le sue spettanze pendenti.

Ora io temo che il curatore possa inviarmi analoga richiesta anche per i pagamenti effettuati nel 2011.

La mia domanda è: esiste un modo per tutelarmi ed evitare di pagare nuovamente ciò che ho già profumatamente pagato? Posso tirare in ballo il venditore nella questione o almeno rivalermi su di lui?

Lei ha pagato solo quello per cui è in grado di esibire un attestato.

La rata di 200 euro saldata con vaglia postale (se ha conservato la ricevuta), l’acconto (se ha copia del contratto firmato che riporta l’importo da versare contestualmente) ed i 1300 euro alla consegna del divano (sempre se ha chiesto ed ottenuto la regolare ricevuta).

Il resto non ha alcuna rilevanza ed al curatore fallimentare non interessa. Lei è un debitore della società fallita.

Può anche tirare in ballo il venditore. Magari un giudice accetterà come prova i pezzi di carta firmati dal venditore. Ma sarà al massimo la prova di un prestito fatto al venditore, o il pagamento di altra merce acquistata. Il suo creditore era il soggetto con cui ha stipulato il contratto di pagamento rateale. Non altri.

30 Novembre 2011 · Andrea Ricciardi

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