Impresa ristrutturazione condominio mi fa causa - Posso oppormi?

Non ho pagato la mia quota (sui 3000 euro) per i lavori di ristrutturazione del condominio dove vivo: così l'impresa che ha effettuato gli ammodernamenti non è stata pagata.

Dapprima il creditore ha tentato il pignoramento del conto corrente condominiale, tramite decreto ingiuntivo, ma purtroppo, era in rosso.

Così l'impresa si è fatta consegnare i nomi dei morosi (io).

Mi è stato notificato dapprima il decreto ingiuntivo e poi l'atto di precetto.

Il bello è che mi si chiede la somma totale dei lavori (40.000 euro).

Vorrei sapere, devo rispondere solo per la mia quota o sono responsabile di tutta la somma mancante?

Posso oppormi? Ed in quale modo?

Nell'ambito della normativa condominiale, un creditore che non abbia ottenuto il pagamento di una fattura e intenda agire contro il singolo condomino, non può chiedergli tutta la somma, ma solo la sua quota millesimale.

Secondo l'interpretazione della Corte di Cassazione, sentenza 22856/17, infatti, "l'esecuzione nei confronti di un singolo condomino, sulla base di titolo esecutivo ottenuto nei confronti del condominio, per le obbligazioni di fonte negoziale contratte dall'amministratore, può avere legittimamente luogo esclusivamente nei limiti della quota millesimale del singolo condomino esecutato che il creditore può limitarsi ad allegare.

Nel caso in cui il creditore ne ometta la specificazione e/o proceda per il totale dell'importo portato dal titolo nei confronti di un solo condomino, implicitamente allegando una responsabilità dell'intimato per l'intero ammontare dell'obbligazione, quest'ultimo potrà opporsi all'esecuzione deducendo di non essere affatto condomino, ovvero deducendo che la sua quota millesimale è inferiore a quella esplicitamente o implicitamente allegata dal creditore.

Nel primo caso, l'onere di provare il fatto costitutivo di detta qualità spetterà al creditore procedente, ed in mancanza il precetto dovrà essere dichiarato inefficace per l'intero; nel secondo caso sarà lo stesso opponente a dover dimostrare l'effettiva misura della propria quota condominiale; se tale dimostrazione venga fornita, l'atto di precetto dovrà essere dichiarato inefficace per l'eccedenza, ma resterà valido per la minor quota parte dell'obbligazione effettivamente gravante sul singolo condomino; in mancanza di tale dimostrazione, l'opposizione non potrà invece essere accolta, l'atto di precetto non potrà essere dichiarato inefficace e resterà quindi efficace per l'intera quota di cui il creditore ha intimato il pagamento."

A parere degli Ermellini, dunque, detto in parole più semplici, se il creditore chiede un importo eccessivo e superiore ai millesimi del condomino si può proporre opposizione al decreto ingiuntivo, mao l'esecutato deve dimostrare la misura dei propri millesimi e perché, quindi, il creditore avrebbe sbagliato.

Insomma, l'onere della prova è a suo carico.

Diversamente il pignoramento va avanti.

Pertanto, se il condomino fa opposizione al pignoramento dimostrando di possedere meno millesimi di quelli che gli sono stati attribuiti dal creditore, il precetto avrà efficacia solo per l'importo corrispondente alla sua effettiva quota millesimale.

16 febbraio 2018 · Giorgio Valli

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre discussioni simili nel forum

condominio
ripartizione spese condominiali

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Lavori di ristrutturazione del condominio » Per i danni ad un singolo appartamento chi è obbligato al risarcimento danni?
Condominio: chi paga quando i lavori sono fatti male e danneggiano un singolo appartamento. Quando i lavori condominiali creano un danno al singolo appartamento, si crea una complessa catena di responsabilità. Questo, in sintesi, l'orientamento espresso dalla Corte di Cassazione con sentenza 20557/14. Da ciò che si evince dalla suddetta ...
Riscossione coattiva dei crediti – Decreto ingiuntivo e precetto
Il decreto ingiuntivo, così come la cartella esattoriale, l'assegno o la cambiale, sono titoli esecutivi. Dopo la notifica del decreto ingiuntivo si hanno a disposizione 40 giorni per impugnarlo. In assenza di opposizione, verrà notificato un precetto con il termine ultimativo di 10 giorni per il pagamento. Decorso tale termine, ...
Impresa familiare e trattamento fiscale - Come funziona
Nel regolare i rapporti tra titolare dell'impresa familiare e suoi collaboratori, parenti e affini, quando tra questi non sia stato configurato un diverso rapporto (quale prestazione di lavoro subordinato, società, associazione in partecipazione o comunione di azienda), Il Codice civile (articolo 230 bis) prevede che ai collaboratori che prestino la ...
Decreto ingiuntivo non notificato correttamente? I rimedi: opposizione all'esecuzione ed opposizione tardiva
In caso di esecuzione forzata, iniziata con un decreto ingiuntivo non notificato correttamente, gli unici rimedi per il debitore sono presentare l'opposizione all'esecuzione o l'opposizione tardiva. In tema di esecuzione forzata avviata sulla base di un decreto ingiuntivo, infatti, occorre distinguere tra l'ipotesi di deduzione della inesistenza della relativa notificata ...
Condominio » Valido il decreto ingiuntivo emesso venti giorni dopo la messa in mora
E' valido il decreto ingiuntivo contro il condomino, per le spese, emesso venti giorni dopo dalla preventiva costituzione in mora. È valido il decreto ingiuntivo contro il condomino, per le spese, emesso venti giorni dopo dalla preventiva costituzione in mora: l'opponente può formulare la domanda di annullamento dell'atto per il ...

Briciole di pane

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali - se accedi ai contenuti dichiari di averne preso visione
contatti


Cerca

Forum

Domande