Impignorabilità polizze risparmio assicurativo

Domanda di av2013
12 aprile 2018 at 22:34

Vorrei sottoscrivere una polizza assicurativa che mi permetta di accantonare ogni mese una somma di denaro, così da costituire, nel tempo, un “gruzzoletto”. Ho sentito che le somme accantonate tramite tali polizze assicurative sono impignorabili per effetto dell'articolo 1923 del codice civile. E' vero?

Risposta di Roberto Petrella
12 aprile 2018 at 23:03

In generale, attualmente, i prodotti assicurativi assolvono più a funzione di investimento di capitali che alla funzione di una tutela previdenziale e conseguentemente sono pignorabili. La questione, tuttavia, è articolata e complessa e, sul tema, la giurisprudenza non è univoca, come si può evincere dalla lettura dei paragrafi seguenti. Ci occuperemo, di polizze di risparmio assicurativo intese come polizze vita, riscattabili, qualora non si verifichi premorienza, esclusivamente nel momento in cui viene raggiunta l'età pensionabile dell'assicurato: le uniche per le quali può essere riconosciuta, a certe condizioni, l'impignorabilità.

Pignorabilità delle polizze di risparmio assicurativo

In teoria tutte le polizze di risparmio assicurativo sarebbero insequestrabili o impignorabili, almeno stando a quanto previsto dall'articolo 1923 del codice civile Le somme dovute dall'assicuratore al contraente o al beneficiario, non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare. Sono salve, rispetto ai premi pagati, le disposizioni relative alla revocazione degli atti compiuti in pregiudizio dei creditori e quelle relative alla collazione, alla imputazione e alla riduzione delle donazioni.

Qualcosa invece è cambiato da quando la prima sezione della Corte di Cassazione con sentenza della prima sezione civile numero 8676 del 26 giugno 2000 ha dato una lettura restrittiva all'articolo 1923, con l'obiettivo di scoraggiare chi, mediante i versamenti in un prodotto assicurativo - nello specifico le polizze vita - cercasse uno espediente giuridico per porsi al riparo dei creditori.

Secondo la Suprema Corte il divieto di pignorabilità di cui all'articolo 1923 del codice civile riguarderebbe le sole somme corrisposte dall'assicuratore al momento della naturale cessazione del rapporto al fine della reintegrazione del danno occorso all'assicurato (o al beneficiario) a seguito degli eventi morte e/o sopravvivenza assicurati con le polizze vita. Pertanto, non ricadrebbero nell'ambito dell'articolo 1923 del codice civile le somme percepite dall'assicurato a fronte dell'eventuale riscatto della polizza e, quindi, a fronte dell'esercizio di un diritto di recesso ad nutum, posto che, in tale secondo caso, l'assicurato verrebbe a recuperare al suo patrimonio somme che, “pur realizzando lo scopo di "risparmio", non integrano tuttavia gli estremi della funzione "previdenziale".

Sull'argomento la Cassazione è ritornata con una sentenza a Sezioni Unite (31/3/2008, numero 8271) con la quale - sconfessando il precedente orientamento - ha sancito che il divieto di pignorabilità di cui al citato articolo 1923 del codice civile non riguarderebbe le sole somme assicurate ma anche quelle dovute dall'assicuratore a titolo di valore di riscatto delle polizze vita.

Le Sezioni Unite della Suprema Corte hanno stabilito la impignorabilità ed insequestrabilità ex articolo 1923 del codice civile delle polizze di risparmio assicurativo considerata “la funzione previdenziale riconoscibile al contratto di assicurazione sulla vita - quale forma di assicurazione privata (pur nelle possibili sue varie modulazioni negoziali), maggiormente affine agli istituti di previdenza elaborati dalle assicurazioni sociali - non circoscritta alle sole somme corrisposte a titolo di indennizzo o risarcimento” (e, quindi, estensibile anche a quanto eventualmente percepito dalla parte assicurata a titolo di riscatto).

Le polizze di risparmio assicurativo del tipo "due linked life policies" sono pignorabili

Come se non bastasse, con la Sentenza numero 1107/10 del 11/6/2010, il Tribunale di Parma ha ritenuto inapplicabile alle polizze di risparmio assicurativo del tipo "due linked life policies" il divieto di pignorabilità di cui all'articolo 1923 del codice civile, attesa la natura esclusivamente finanziaria delle stesse, in quanto non apparivano preordinate a soddisfare bisogni di natura previdenziale, cioè i bisogni “legati all'età post lavorativa o derivanti dall'evento morte di colui che percepisce reddito dei quali anche altri si avvalga”.

Segnatamente, il Tribunale di Parma ha valorizzato i seguenti elementi nel ritenere che, nel caso di specie, le polizze di risparmio assicurativo del tipo "due linked life policies" costituissero dei veri e propri contratti di finanziamento (con conseguente, ritenuta, inapplicabilità del citato articolo 1923 del codice civile, che, come noto, costituisce una deroga all'articolo 2740 del codice civile):

  1. le polizze vita potevano essere riscattate in qualsiasi momento e nulla garantivano per l'assicurato, nemmeno il rientro del valore investito;
  2. i premi delle polizze vita erano stati corrisposti con versamento unico (tipico degli investimenti finanziari), diversamente da quanto avviene per le polizze previdenziali che prevedono solitamente il versamento periodico di un premio;
  3.  una delle due polizze vita aveva una durata fissa (e, precisamente, una durata di 6 anni e 4 mesi), a differenza delle polizze previdenziali, che, per lo più, vengono stipulate in relazione alla durata della vita intera della parte assicurata o beneficiaria;
  4.  la redditività delle due polizze vita era esclusivamente legata a fenomeni di tipo finanziario e, segnatamente, in un caso, al valore dell'indice azionario Dow Jones e, nell'altro caso, al rendimento di un fondo;
  5.  la redditività delle due polizze vita sarebbe anche potuta mancare in caso di negatività dei riferimenti finanziari, a differenza di quanto avviene nelle polizze sulla vita genuine, nelle quali è garantita, quantomeno, la restituzione integrale del capitale nominale.

Quello che è certo è che i creditori dell'assicurato possono esercitare sui premi pagati all'assicuratore l'azione revocatoria ordinaria.


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