Iliad: niente è per sempre? - Altolà delle associazioni dei consumatori

Sono indeciso se sottoscrivere o meno l'abbonamento con ILIAD, dato che le tariffe sembrano molto vantaggiose: non mi fido, però, dal fatto che l'offerta rimanga la stessa per sempre.

Molte volte gli operatori modificano unilatelarmente le condizioni contrattuali a danno dei consumatori.

Stavolta sarà diverso?

Una denuncia perpetuata da un'associazione dei consumatori contro Iliad: pratiche commerciali scorrette, clausole vessatorie, mancato rispetto della normativa delle telecomunicazioni, mancato rispetto della normativa sulla tutela dei dati personali e mancato rispetto della normativa sulla sicurezza nazionale.

Questo quanto inviato all'Antitrust, all'Agcom e al Garante per la protezione dei dati personali da AECI.

Una querela che fa apparire Iliad come il demonio.

Innanzitutto, per AECI, la scritta per sempre sarebbe ingannevole, poiché l'operatore si riserva il diritto di modificare le condizioni economiche del contratto (articolo 91 delle condizioni generali di contratto) nonostante si faccia intendere che la proposta economica è PER SEMPRE”.

Il contratto specifica che alcune offerte sono “non modificabili”, ma è anche vero che nel caso ipotetico di cambio di regime d'iva la tariffa Iliad cambierebbe non perché Iliad ha aumentato o rimodulato i costi ma semplicemente perché il Governo ha modificato il regime fiscale.

Nulla è “Per sempre” , ma è anche vero che questo slogan è stato usato e stra-usato anche da tutte le altre compagnie telefoniche per promozioni che alla fine, vuoi per i 28 giorni vuoi per l'iva, hanno subito una modifica tariffaria.

Criticabile pure le questione ILIAD potrà sospendere il Servizio, in tutto o in parte, dandone preavviso con ogni mezzo, e senza che siano dovuti rimborsi o compensazioni in caso di: […] uso del Servizio o della SIM da parte dell'Utente che risulti fraudolento o illecito (anche con riferimento ad un livello anomalo o sproporzionato di traffico in relazione alle abitudini, alle caratteristiche o alla natura dell'Utente.

Ogni operatore ha clausole simili: se qualcuno dovesse utilizzare decine di SIM Iliad per gestire centralini automatici sarebbe un utilizzo scorretto, un abuso della tariffa concorrenziale creata per un consumatore che utilizza lo smartphone come dev’essere usato uno smartphone.

Poi la questione delle richieste per il consumo extrasoglia.

Iliad dice che in caso di sconfino della soglia di 30 gigabyte/mese l'utente naviga al costo di 9 euro a gigabyte (0,90 euro ogni 100 megabyte), mentre AECI sostiene che sia una violazione della delibera AGCOM 326/10/CONS che stabilisce che qualora il cliente non abbia dato indicazioni diverse in forma scritta, gli operatori provvedono a far cessare il collegamento dati non appena il credito o il traffico disponibile residuo di tempo o di volume) di cui al comma 1 sia stato interamente esaurito dal cliente, senza ulteriori addebiti o oneri per quest'ultimo, avvisandolo di tale circostanza. La connessione dati è riattivata nel più breve tempo possibile dopo che l'utente ha fornito, mediante una modalità semplice, il proprio consenso espresso, che non può, quindi, essere tacito o presunto.

La delibera parla però di traffico o credito, ed è fatta per evitare che l'utente vada in rosso inconsapevolmente.

L'importante è l'operatore disponga di sistemi di notifica gratuiti per avvisare un utente del raggiungimento della soglia, del traffico residuo disponibile e del prossimo passaggio ad eventuale altra tariffa e del relativo prezzo al superamento del plafond.

Sarebbe comunque buona cosa permettere all'utente di poter scegliere se bloccare la navigazione al termine dei GB dell'offerta o pagare a consumo.

Bloccando la navigazione tuttavia un utente potrebbe trovarsi impossibilitato a ricaricare o a attivare il consumo extrasoglia senza una connessione dati attiva. I 30 GB di Iliad in ogni caso non sono pochi e andare extrasoglia non è così facile.

Dubbi anche sulla tariffa di roaming, dove secondo l'associazione l'offerta di Iliad è lacunosa.

Se da una parte si rileva che l'offerta preveda, per il traffico dati generato in Europa, 2 gigabyte di allowance aggiuntivi rispetto alla soglia prevista per il territorio nazionale (pari a 32 GB).

Nell'ultima riga della presentazione sintetica dell'offerta si legge infatti: + 2 GB dedicati in Europa ogni megabyte di traffico, dall'altra (Brochure Prezzi p. 4 del documento) si legge che la tariffa di 0,00732 si applica al superamento dei 2 GB di consumo di traffico.

A nostro avviso non ci sono troppi dubbi: a pagina 4 c'è scritto nella modalità di addebito Fatturazione oltre i 2GB, e vuole chiaramente dire che Iliad inizierà a fatturare i dati a 0,00732 euro a MB quanto si superano i 2 GB.

I 2 GB di dati dedicati e aggiuntivi per l'estero hanno creato un pò di confusione, ma bisogna far notare che nessuno degli altri operatori dice mai quanti GB un utente ha a disposizione all'estero: tutti sono convinti di poter usare in europa i GB della loro offerta ma non è così, lo abbiamo spiegato più volte.

C'è un calcolo da fare e gli operatori si guardano bene dal metterlo in evidenza.

Per Vodafone, ad esempio, il calcolatore è nascosto in una tendina a scomparsa in una pagina dedicata: perché nessuno scrive di fianco ad ogni tariffa quanti GB si possono usare in Europa?

Ha ragione invece l'AECI quando dice che manca la partita iva sul sito di Iliad e mancano anche le tariffe per non udenti e non vedenti: la delibera AGCOM stabilisce che “Gli utenti sordi hanno diritto ad un'offerta specificamente dedicata alle loro esigenze, comprendente 50 SMS gratuiti al giorno ed un volume di traffico dati di almeno 20 Gigabyte, il cui costo non superi il 50% del miglior prezzo praticato dall'operatore per analoghe offerte vigenti a parità di volume di traffico dati” e che Gli utenti ciechi (totali e parziali) hanno diritto ad un'offerta specificamente dedicata alle loro esigenze, comprendente 2000 minuti gratuiti di traffico voce ed un volume di traffico dati di almeno 10 Giga byte il cui costo non superi il 50% del miglior prezzo praticato dall'operatore per analoghe offerte vigenti a parità di volume di traffico dati.

Il sito di Iliad è privo di queste offerte agevolate che l'operatore deve consentire.

Il token SMS non è una firma digitale ma le banche lo usano da anni

Di difficile interpretazione invece le questioni legate ai box e alla SIM.

Secondo il presidente dell'associazione la firma e accettazione delle condizioni viene effettuata a mezzo di ciò che ILIAD definisce firma digitale ma che, alla luce dei fatti, risulta essere solo un token ricevuto a mezzo sms.

Il token tramite SMS viene usato oggi da molte banche come firma per bonifici e transazioni, e anche per accettare le condizioni dei contratti: è una questione delicata, come quella dei box e del trattamento dei dati.

Iliad è arrivata in Italia con prezzi bassi e una offerta semplice, e questo sicuramente ha dato fastidio a molti.

Tralasciando copertura e qualità del servizio, che andranno testati, è evidente che l'azienda è giovane e deve migliorare tante piccole cose, alcune anche in fretta, come la partita iva.

Così Iliad ha ribattuto alle accuse di AECI: Riceviamo con sorpresa la notizia di un esposto nei confronti della nostra azienda, quando sono chiari a tutti gli effetti positivi che il nostro ingresso sul mercato delle telecomunicazioni può generare per i consumatori. Abbiamo fatto della semplicità e della trasparenza il nostro principio identitario e saremo ben contenti di chiarire ogni dubbio anche rispetto ai minimi dettagli contrattuali che ci vengono puntualizzati in queste ultime ore, così come saremo felici di dimostrare agli utenti che la nostra offerta è e sarà tale per sempre per chi la sottoscriverà.

15 giugno 2018 · Genny Manfredi

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