Ispettorato del lavoro

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A seguito di un controllo dell’ ispettorato del lavoro presso una società di abbigliamento in cui lavoravo a nero da 4 anni, sono stata assunta come ragioniera nel mese di febbraio 2010. All’epoca ero già incinta, quindi sono andata in maternità obbligatoria a maggio 2010.

Prima di andare in maternità ancora non avevo percepito alcuno stipendio (sa, la crisi…) e prendemmo accordi per ricevere un anticipo (circa uno stipendio) sui mesi già lavorati, e di ricevere quanto dovuto (arretrati e maternità) in parte a metà maternità ed il restante quando sarei tornata a lavorare. Durante la maternità mi è stato pagato qualche contentino (circa uno stipendio); così al rientro ad ottobre mi trovavo con tutta la maternità da percepire, oltre ad un arretrato di ancora 1 stipendio.

Con la promessa del pagamento totale degli arretrati dicembre 2010, e poi entro gennaio mi sono accontentata di un ulteriore acconto. Intanto i rapporti nel mese di dicembre si sono iniziati ad incrinare, soprattutto per richieste sugli orari di lavoro e sulla flessibilità che, contrariamente a prima, ora da mamma non potevo più dargli.

Quando a gennaio tornai al lavoro dall’interruzione natalizia, ho scoperto che la commessa (unica altra dipendente) che lavorava con me era stata licenziata, e di conseguenza non era più possibile (secondo loro) concedermi la riduzione di orario dovuta per l’allattamento. A partire da questa scoperta, dopo una serie di accese discussioni, che durarono fino a metà febbraio, decisi di mettermi in congedo parentale facoltativo, fino alla ricezione degli arretrati (non recependo stipendio non potevo certo pagare babysitter e spese di viaggio).

Durante le varie discussioni del mese di febbraio ho ricevuto qualche altro anticipo sugli arretrati (e ovviamente nessun altro stipendio) e ci siamo accordati su un importo “scontato” di maternità ed arretrati, da saldare entro fine febbraio.

Quando arrivò, a fine febbraio, la lettera di congedo facoltativo, ci fu un’ultima accesa discussione nella quale, intimorita anche degli atteggiamenti minacciosi del datore di lavoro, abbandonai il posto di lavoro, consigliata anche (male) da alcuni “avvocati” che seguivano la mia situazione.
Tra varie comunicazioni più o meno ufficiali alla società a cui ero assunta, in particolare per chiedere le buste paga non in mio possesso e il pagamento degli arretrati (che non hanno mai avuto risposta) e tra i “consigli di aspettare” degli avvocati che mi seguivano, i 180gg di congedo parentale facoltativo erano scaduti e, non avendo supporto sul da farsi, decisi di cambiare avvocato.

Il nuovo avvocato (dopo avermi evidenziato la criticità della situazione, ed in particolare del troppo tempo trascorso) mi consiglia di avviare un accordo bonario per recuperare il possibile, considerata anche la situazione precaria della azienda in cui ero assunta.

A fine settembre, per vie fortuite vengo a sapere che dal 19 settembre non risulto più assunta, pur non avendo ricevuto alcun preavviso nè lettera di licenziamento.

Fallito il tentativo di riconciliazione ( secondo il quale loro erano disponibili di darmi circa la metà del dovuto e in 6 mesi a partire da gennaio 2012), oggi, 29 novembre, vengo a conoscenza che la società è stata messa in liquidazione.

Il mio avvocato mi prospetta di accontentarmi, far buon viso a cattivo gioco e cercare di recuperare il più possibile da questo accordo in cui mi dovrei fidare (di nuovo) del posticipo del pagamento di quanto mi è dovuto, oramai, da quasi in anno e mezzo.

Possibile che, io da dipendente assunta e che quindi dovrei essere la “troppo tutelata”, devo scappare con la coda tra le gambe dai miei diritti?

Quali strade ho per recuperare almeno un po’ di quello che mi spetta?, o almeno per interrompere con dignità questa trafila?

Per precisione vorrei aggiungere :

Non ho alcun dubbio sulla buona fede del mio attuale avvocato (forse qualcuno ne ho su quella dei precedenti, ma oramai è acqua passata)

Ad oggi non sono stati fatti decreti ingiuntivi nei confronti del mio ex datore di lavoro, in quanto sembra che non portino a nessun risultato, ed avrebbero interrotto qualunque margine di accordo

Ad oggi sono in possesso delle buste paga fino ad aprile 2010, in quanto le altre non mi sono state date (altrimenti dovevo firmare la quietanza di pagamento), ed ancora non ho ricevuto la lettera di licenziamento

Le cifre che mi spettano da busta paga (quindi incluso di TFR, tredicesima e quattordicesima) sono di circa 16.000€, di cui circa 4.000€ pagate nei vari anticipi.

Non so se questo “recupero crediti” sia contemplato in questa sezione del forum, ma non ne ho trovato uno più idoneo.

La invito a leggere attentamente il tutorial sul recupero crediti di lavoro che le allego in calce: per aprire il documento clicchi pure sull’immagine.

come recuperare i crediti di lavoro

29 Novembre 2011 · Simone di Saintjust

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