Guida in stato di ebbrezza e ritiro definitivo della patente – Cosa sta succedendo?

Buongiorno a mio marito l’anno scorso è stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza e la condanna è stata sospensione della patente per sei mesi e una multa di 1600 euro: purtroppo non abbiamo potuto pagare. Nonostante le visite periodiche con la commissione medica sempre andate bene oggi ho ricevuto una telefonata dal comando dei vigili che sollecita mio marito a presentarsi nei loro uffici per un definitivo ritiro della patente per una ordinanza della prefettura di Brescia. Cosa dobbiamo fare adesso?

Il reato di guida in stato di ebbrezza da alcool, è regolato dall’articolo 186 del Codice della strada, che al comma 1, recita: É vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche.

Si è considerati in stato di ebbrezza quando viene accertato un valore del tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l.

Se venite fermati e la rilevazione di alcol nel sangue è fra gli 0,50 e gli 0,80 g/l l’ammenda da pagare è compresa fra i 500 ed i 2000 euro.

Non è previsto l’arresto, non essendo considerato un reato penale, e la sospensione della patente può variare da 3 a 6 mesi.

Vengono sottratti 10 punti della patente e si rischia il fermo del mezzo.

Se si viene fermati e l’alcol rilevato nel sangue è compreso fra gli 0,80 e1,50 g/l la multa da pagare è compresa fra gli 800 ed i 3.500 euro.

Essendo un reato penale si rischiano da 3 a 6 mesi di carcere, e la sospensione della patente può variare da 6 a 12 mesi.

Anche in questo caso, verranno decurtati 10 punti della patente e verrà applicato il fermo del mezzo.

Oltre alla sospensione della patente, se il tasso alcolemico supera 1,50 g/l, l’ammenda da pagare è compresa fra i 1.500 ed i 6.000 euro.

Si rischiano da 3 a 12 mesi di detenzione.

La tempistica di sospensione della patente varia da 12 a 24 mesi.

I punti tolti saranno 12 e la confisca del veicolo avviene per sentenza.

Passato il periodo di sospensione, il trasgressore, viene chiamato presso la commissione medica locale per delle visite incrociate (alcol/urine/psicologiche).

Solo dopo aver conseguito con successo questi esami, viene riconsegnata la patente, ma a tempo determinato.

A scadenza varia, infatti, (decide la commissione), l’automobilista dovrà recarsi di nuovo presso la commissione medica e, sempre tramite i soliti esami, dimostrare di non essere, in pratica, nè un alcolizzato nè un tossicodipendente.

I costi degli esami sono a carico esclusivo del trasgressore.

Dunque, dopo aver effettuato questo breve quadro, tornando al suo caso specifico, le ipotesi sono due.

Nella prima ipotesi, quando viene effettuato il provvedimento di sospensione, a meno che la patente non venga ritirata immediatamente, il prefetto o la motorizzazione invia una raccomandata a/r con cui si intima la consegna della patente di guida fino alla successiva riabilitazione.

Oppure, suo marito potrebbe, in realtà, non aver passato positivamente gli esami presso la commissione medica locale (che vanno effettuate secondo le scadenze indicate), cosicché il prefetto le avrebbe ri-ordinato la consegna della patente.

Non è affatto possibile, invece, che la patente le sia stata di nuovo sospesa per il mancato pagamento della multa.

In questi casi, infatti, le sarebbe arrivata la classica cartella esattoriale: non sono previsti provvedimenti di sospensione in merito al mancato pagamento della sanzione.

11 Ottobre 2017 · Giuseppe Pennuto

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