Frigorifero arrugginito in garanzia, il venditore mi rimanda al produttore e quest'ultimo richiede pagamento

Frigo acquistato da 15 mesi, la verniciatura si è scrostata ed arrugginita dove basano le guarnizioni del freezer, che rimane acceso e produce ghiaccio in continuo. Ciò non è dovuto a noncuranza nell'utilizzo dell'elettrodomestico ma da difetto di progettazione o fabbricazione (la guarnizione basa su parte in lamiera e non su plastica). Il venditore dice di chiamare assistenza del produttore, che dice che pagherò il diritto di chiamata e che le guarnizioni non rientrano in garanzia, quindi intervento a pagamento, che sarà non risolutivo, visto che si è marcito il telaio del freezer. Cerco di avvalermi della garanzia legale del venditore il quale continua a dirmi che è la garanzia del produttore con le sue clausole a pagamento che risponde. il problema si può risolvere solo con la sostituzione del frigo stesso, visto che il telaio frigo è troppo oneroso e non conveniente. Ho pagato anche estensione di garanzia rilassati per ulteriori 3 anni. Richiedo al venditore la sostituzione di frigo di altra marca e modello, con eventuale differenza o la restituzione del denaro pagato andando ad acquistarne un altro da altro rivenditore : è un mio diritto?

Si definisce garanzia qualsiasi impegno di un professionista o di un produttore (il "garante"), assunto nei confronti del consumatore, in aggiunta agli obblighi di legge in merito alla garanzia di conformità, di rimborsare il prezzo pagato, sostituire, riparare, o intervenire altrimenti sul bene, qualora esso non corrisponda alle caratteristiche, o a qualsiasi altro requisito non relativo alla conformità , enunciati nella dichiarazione di garanzia o nella relativa pubblicità disponibile al momento o prima della conclusione del contratto.

Il venditore ha l'obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita. Si presume che i beni di consumo siano conformi al contratto se, ove pertinenti, coesistono le seguenti circostanze: sono idonei all'uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo; sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello; presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull'etichettatura; sono altresì idonei all'uso particolare voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti.

Il venditore è responsabile, a norma dell'articolo 130 del Codice del consumo (decreto legislativo 206/2005), quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene. In caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto.

Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo. Il consumatore decade dai diritti appena indicati se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto. L'azione diretta a far valere i difetti non dolosamente occultati dal venditore si prescrive, in ogni caso, nel termine di ventisei mesi dalla consegna del bene.

Pertanto deve inviare formale reclamo scritto con raccomandata A/R in piego al venditore, invocando il rispetto del comma 1 dell'articolo 130 del Codice del consumo, nonché l'osservanza del comma 5 del medesimo articolo, secondo il quale le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene. Minacciando, in caso di inadempimento, azione legale diretta alla sostituzione del bene e al risarcimento dei danni patiti.

27 maggio 2019 · Giovanni Napoletano

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