Finanziamento del 2008 decadenza del termine e saldo e stralcio nessuna risposta

Nel 2004 contrassi un debito con Plus Valore per l'acquisto di una vettura. Senza entrare nello specifico della mia vicenda, comincia a non pagare più e mi ritrovai nel 2008 (ammetto che ero ignaro delle dinamiche di recupero crediti) con una società che minacciava di farmi degli atti se non avessi pagato un debito che originariamente era di euro 18.000,00 (nel 2004) arrivato a ca. 14.000 (nel 2008). Non sapendo che fare ed avendo oramai il nome segnalato nelle banche dati, mi fecero fare un nuovo finanziamento con il quale si estingueva il primo, presero un'amica come garante perchè oltretutto io non avevo reddito. Il nuovo finanziamento arrivò tra capitale ed interessi a 30.000 euro tondi. Per un periodo ho pagato poi non ce l'ho fatta più. A quel punto sempre la stessa società (la Plus Valore) mi ha proposto di fare un piano di rientro a cambiali. Le stesse sono state firmate da mia moglie. Ho pagato per 18 mesi poi non ce l'ho fatta nuovamente (cambiali da 436 euro ciascuna). A questo punto ca 10.000,00 euro erano stati restituiti. Passa del tempo e, l'amica garante mi chiama dicendo d aver ricevuto una lettera nella quale si comunicava la decadenza del termine. Non mi piace pensare di lasciare nei guai chi mi ha aiutato ed ho subito chiamato la finanziaria in questione (Plus Valore che non mi ha mai risposto) per trovare un accordo. E qui la domanda Loro mi chiedevano 24.000,00 euro (e avrei da dire perchè il debito era di poco superiore ai 20.000, ma non conoscendo le dinamiche di aggravi non ho fatto rimostranze), tramite un avvocato amico ho fatto una offerta ad euro 12.000,00 rialzata dopo rifiuto ad euro 15.000,00 (tutto quello che ho potuto ricavare da amici e parenti per togliermi questa spada di Damocle dalla testa). Nessuna risposta se non avere il diniego dopo molte mie telefonate. Cambio avvocato e metto tutto in mano ad una associazione di consumatori onlus i quali (a questo punto non so che pensare...) formulano una nuova offerta ed anche qui il silenzio. A questo punto mi arriva una lettera da un nuovo soggetto (Cerved recupero crediti...) che minaccia atti entro un tot. Tramite questa associazione di consumatori riformulo la mia proposta tornando ad euro 12.000,00 (l'avvocato dell'ass. consumatori mi dice che è meglio così in quanto almeno abbiamo un nuovo interlocutore). Sono passati 8 mesi ed ancora nessuna risposta. Ho chiamato tantissime volte lo studio legale che ho saputo avere in carico la mia pratica ma, l'avvocato che la cura non mi risponde mai al telefono (sempre in riunione) e l'assistente (così si è qualificata), che mi ha fatto anche inviare una pec con tutti i miei recapiti, dice che vede la richiesta di saldo e stralcio e che la colpa è della committente che non comunica una risposta in merito se ancora non so nulla. Secondo voi cosa posso fare per liberare chi mi fece da garante e per chiudere questa situazione. La decadenza del termine risale a 2 anni fa. La Plus Valore ho saputo che è in liquidazione. (Oltretutto ho dei dubbi sulla bontà del contratto firmato nel 2008). Chiedo il vs. aiuto perchè non so più a chi rivolgermi per avere una consulenza sul da farsi.

Il suo rapporto adesso è con CERVED che sembra aver acquisito il credito di Plus Valore.

Non può in alcun modo liberare il garante, se non pagando quanto richiesto del creditore, il quale non accetterà proposte di saldo stralcio dal debitore principale sapendo che potrà rivolgersi ad altri.

L'unica via di uscita è, dunque, quella di istruire il garante su come gestire il rapporto con Cerved, partendo dal presupposto che difficilmente la cessionaria del credito avvierà azioni esecutive nei confronti del garante.

Nei documenti correlati a questa discussione, troverà il materiale necessario allo scopo.

9 febbraio 2015 · Rosaria Proietti

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