Finanziamento con una banca per l’erogazione di un pessimo servizio dal quale vorrei recedere


Ho stipulato un contratto di finanziamento di circa 2000 euro, pagabili in rate mensili, per due anni con oggetto la possibilità di poter usufruire di un servizio scolastico (penoso e assurdo) per approfondire la mia cultura inglese.

In pratica si tratta di una frode, in quanto i corsi che mi illustrarono, non esistono! Per vie legali ”buone” si può solo continuare a pagare un servizio online, usato un paio di volte in 7 mesi (pagati regolarmente e puntualmente). Vorrei avere delucidazioni se smettessi di pagare le restanti mensilità quali potrebbero essere i possibili scenari. Non si parla di un credito grande (rimarrebbero circa 1400 euro da pagare), non vivo più con la mia famiglia (ma non ho cambiato residenza, in quanto sono all’estero) e il finanziamento è intestato a me.

E’ possibile che possano rivolgersi ai miei genitori in caso di processi, cause, pignoramenti? Quanto tempo dura l’impossibilità di contrarre nuovi finanziamenti, prestiti, conti ecc? Dato che ci sono una serie di situazioni (reddito relativamente basso, in quanto ho un lavoro che non arriva nemmeno a 1000 euro mensili e niente intestato, solo il contratto di affitto di una casa in Romania) cosa potrà succedere?

Per quanto attiene la permanenza in centrale rischi del nominativo del debitore, in caso di inadempimento per morosità, essa è prevista fino a 3 anni dalla data di scadenza del contratto di prestito e, comunque, per non più di cinque anni dalla data di prima segnalazione, qualora intervenissero successivi aggiornamenti della posizione che potrebbero rinnovare il triennio di permanenza. Difficilmente potrà avere accesso al credito durante questo periodo.

Il creditore non può escutere parenti, amici, datori di lavoro del debitore e nemmeno potrebbe contattarli per rendere nota la posizione del debitore ed esercitare, così, sul debitore stesso, una illecita pressione psicologia: molto spesso, tuttavia, si tratta di pratiche frequentemente utilizzate da società di recupero crediti, che il debitore può contrastare con querele circostanziate e segnalazione alla questura competente.

Per 1.400 euro difficilmente il creditore si avventura in un tentativo di azione esecutiva all’estero: ma se si tratta di una banca di dimensioni mondiali e lei svolge attività di lavoro in un paese dove questa banca è presente, nulla si può escludere.

Lo scenario più verosimile, tuttavia, è la cessione del credito da parte della banca ad una società di recupero che opera nel paese in cui lei ha contratto il prestito.

10 Febbraio 2019 · Annapaola Ferri



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