Decreto ingiuntivo senza provvisoria esecutività e opposizione

Anni fa mi sono fatta garante di 2 fidi bancari per una srl (attiva ma senza fatturato da 10 anni ex socia al 5%) appartenente al mio ex marito da cui sono divorziata: dopo circa 11 anni ricevo dapprima un decreto ingiuntivo per la richiesta di fidi bancari con richiesta di provvisoria esecuzione a cui il giudice non ha acconsentito poichè è emerso che non vi è chiarezza da parte della banca sulla richiesta delle cifre.

Dopo qualche giorno ricevo invece una diffida ad adempiere da un'altra società di recupero crediti dove il mio avvocato scrive e chiede maggiori informazioni sulla cifra da loro richiesta.

Ad oggi nessuna risposta.

Al Decreto ingiuntivo il mio legale fa opposizione: a distanza di circa 15 giorni ricevo una chiamata dal recupero crediti che dopo una serie di domande mi propone per la chiusura della posizione con uno stralcio.

Mi chiedo a questo punto, poichè ricordo di aver garantito solo per un fido di euro 25 mila e non € 140.000 come chiedono loro, se è il caso di accettare di effettuare un saldo stralcio oppure continuare la causa per accertare effettivamente che queste firme siano state apposte da me.

Come mai è la società di recupero crediti a propormi la cifra?

E' irrilevante, ai fini della prescrizione, la circostanza che la richiesta di saldare il debito garantito da fideiussione, a cui il debitore principale (la srl) è rimasto inadempiente, si riferisca ad un evento risalente ad undici anni fa. E' evidente che il debito sia insorto tempo dopo, altrimenti il suo avvocato avrebbe eccepito sicuramente l'intervenuta prescrizione.

E' quanto meno sospetto il tentativo di concludere un accordo a saldo stralcio nelle more della pronuncia sull'opposizione a decreto ingiuntivo da parte di una società di recupero crediti: la somma richiesta mi pare spropositata, ma per una valutazione non campato in aria, bisognerebbe conoscere che tipo di fideiussione è stata sottoscritta e quali pasticci abbia architettato il suo ex coniuge. Può darsi che la banca, vista la mala parata, abbia scelto di disfarsi del credito e che la cessionaria lo abbia acquistato, come sempre accade, inserito in un lotto, senza aver potuto rilevare che su quel credito specifico incombe un giudizio di opposizione non ancora pronunciato.

Al momento, tuttavia, la cosa più sensata da fare è quella di seguire i consigli dell'avvocato a cui si è affidata ed attendere, prima di ogni decisione, l'esito dell'opposizione al decreto ingiuntivo. C'è sempre tempo, mi creda, per perfezionare un accordo a saldo stralcio in relazione ad un credito acquistato dalla cessionaria a nemmeno un centinaio di euro.

16 maggio 2019 · Annapaola Ferri

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