False attestazioni di cure fisioterapiche prestate a mia madre

Mia madre ha fatto delle terapie erogate dall’ASL a mezzo di un centro convenzionato: il terapista mandato da questo centro, non solo non ha fatto tutte le terapie previste ma ogni volta che andava da mia madre e anche quando non andava, compilava una sorta di foglio presenze che giustificava la sua venuta e doveva essere firmato da mia madre o mio padre che assisteva alle terapie; invece questo terapista non solo non ha fatto firmare nulla a nessuno, ma ha apposto in modo fraudolento la mia firma (che sono il figlio della signora che doveva ricevere le terapie) a mia insaputa. Mi chiedevo che reato si configura? penale? civile? cosa posso fare? voglio essere tutelato e ricevere il giusto risarcimento. Intanto ho richiesto l’accesso agli atti come previsto dalla legge per avere in mano i documenti con le mie firme. vorrei evitare, visto lo stato di disoccupazione, di dover pagare un legale per una querela; mi hanno detto che se vado dai carabinieri e mi faccio accompagnare da loro presso questo centro convenzionato, non solo devono darmi i documenti contestati ma che la querela parte d’ufficio e quindi risparmio i soldi di farla fare io da un legale. E’ vero? attendo risposte da un legale per favore. grazie

La querela è la dichiarazione con la quale la persona che ha subito un reato esprime la volontà che si proceda per punire il colpevole: bisogna stare molto attenti a scrivere una querela in quanto si potrebbe poi subire una controquerela per calunnia o diffamazione. In queste cose l’ideale è farsi assistere da un penalista.

Con l’avvocato di fiducia bisognerà anche decidere per conto di chi deve deve essere presentata la querela e a quale scopo: in effetti, se la querela è finalizzata ad un risarcimento danni, naturalmente sempre qualora venisse accertata la responsabilità del terapista per aver falsamente attestato di aver sottoposto sua madre a cure, in realtà mai effettuate, allora la danneggiata è sua madre. La richiesta di risarcimento danni deve essere motivata e quantificata, e quindi, nella fattispecie, pressoché impossibile che il figlio disoccupato dell’inferma possa eccepire richiesta di risarcimento danni per la sola firma falsa apposta a suo nome.

Sua madre, invece, indipendentemente di chi sia la firma simulata dal terapista, potrebbe pretendere un risarcimento danni per aggravamento delle proprie condizioni in conseguenza delle necessarie cure eventualmente non prestate dal terapista.

Per intenderci, qualora le cure necessarie siano state effettivamente prestate e la firma falsa sia stata apposta solo per adempiere a procedure finalizzate ad ottenere il legittimo compenso dalla ASL (il paramedico potrebbe aver dimenticato di far apporre la firma ad uno dei suoi genitori in occasione delle sedute di fisioterapia) allora resterebbe solo da censurare il comportamento penalmente rilevante del terapista, ma sia sua madre, che, soprattutto lei, il figlio, non avreste titolo alcuno per richiedere un risarcimento danni. Diverso il discorso se, invece, le firme false siano state apposte per ottenere dalla ASL (via centro convenzionato) compensi per terapie non effettuate.

In ogni caso, tuttavia, per avviare un contenzioso giudiziale di risarcimento danni, occorrerebbe comunque un avvocato ed una azione giudiziale autonoma, incardinata a valle dell’accertamento positivo della falsità della firma (Autorità giudiziaria a cui verrà trasmessa la querela) e delle conseguenza patite da sua madre per le mancate cure a cui avrebbe dovuto essere sottoposta (consulente medico di parte).

14 Novembre 2018 · Marzia Ciunfrini

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