Notifica di un atto giudiziario inviato via posta e il plico torna al mittente prima della compiuta giacenza- Quali conseguenze?

Faccio seguito alla mia precedente domanda perché mi sono recata oggi in posta per ritirare un atto giudiziario proveniente da un non meglio identificato studio legale pensando si trattasse dell'atto di pignoramento presso terzi.

Con mia enorme sorpresa ho scoperto che l'atto non era più giacente presso le poste ma era già stato reso al mittente nonostante i dieci giorni non fossero ancora trascorsi.

Mi spiego meglio. Ho ricevuto la famosa busta verde, nel foglio è indicata la data di consegna della busta al mio domicilio al 16/11/17 con disponibilità di ritiro c/o ufficio postale dal 17/11/17 ma, controllando la tracciatura della spedizione dell'atto, dal sito delle poste, la raccomandata risulta spedita il 16/10/17 e rispedita al mittente il 19/11/17. Sulla busta è presente un altro codice a barre da dove risulta una spedizione del 16/11/17 con deposito 17/11/17.

Mi hanno detto che posso solo fare reclamo sul sito delle poste ma, a parte non trovare una sezione specifica per gli atti giudiziari, non so come tutelarmi legalmente dato che non so cosa contiene l'atto e a quali conseguenze andrò incontro dato che ormai lo stesso risulterà già abbondantemente notificato.

Adesso vorrebbero fare i bancari, ma ci riescono malissimo, ed il grosso guaio è che non sono più in grado di svolgere decentemente nemmeno le semplici attività di postino.

Lei deve adesso presentare immediatamente reclamo a Poste Italiane. Il modulo lo trova qui. Le suggerisco di spedire il reclamo con raccomandata A/R a Casella Postale 160 00144 Roma (Rm).

Decorsi 45 giorni, anche se le rispondono, converrà procedere presso l'AGCOM compilando il modulo CP (che trova a questo link - ma si ricordi di aggiornare prima Acrobat Reader) all'indirizzo: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – Direzione Servizi Postali – Ufficio Vigilanza e Tutela dei Consumatori, Via Isonzo 21/b, 00198 Roma.

Può anche compilare il modulo CP a mano facendo il download del pdf riportato di seguito:

E' chiaro che le attività suggerite non le consentiranno, molto probabilmente, di ottenere per tempo l'atto che le era stato inviato. Tuttavia, a questo punto, nell'ottica di minimizzare il danno, la documentazione in via di acquisizione (reclami a Poste Italiane e, in ogni caso, richiesta di conciliazione ad AGCOM) le permetteranno almeno di chiedere la riapertura dei termini per una eventuale opposizione giudiziale agli atti che, al momento, purtroppo, risulteranno correttamente notificati per compiuta giacenza. Dimostrando, oltre ogni ragionevole dubbio, che lei, per cause dipendenti esclusivamente dall'inefficienza del servizio fornito da Poste Italiane, e non per colpa, non è stata in grado di entrare nella conoscenza giuridica dell'atto che le è stato trasmesso dalla controparte.

Allo scopo servirà anche il verbale di conciliazione, in cui lei cristallizzerà la situazione in cui si è venuta a trovare a causa dei disservizi di Poste Italiane. Si tratterà del documento di una parte terza (il conciliatore) che avrà sicura valenza in un successivo, eventuale, contenzioso giudiziale (anche contro Poste Italiane per risarcimento danni).

24 novembre 2017 · Simone di Saintjust

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