E se il debitore è mio fratello?

Mio fratello possedeva un’attività che non è andata bene.
Ha chiuso con diverse decine di migliaia di euro di debiti.
Deve circa 110 mila euro ad una banca, che agirà appena può per il recupero del credito.
Attualmente lavora presso una ditta con un contratto a tempo indeterminato e percepisce circa 1300 euro/mese netti.
Con scrittura privata (non dal notaio purtroppo), mio fratello mi chiese un prestito che non è riuscito ad onorare. Ora, io devo sposarmi e quei soldini (80 mila euro), mi servirebbero per davvero.
L’avvocato mi ha detto che devo agire prima della banca per pignorare lo stipendio a mio fratello (con il quale non coltivo rapporti idilliaci), altrimenti addio ai miei soldini.
Potrebbe la banca intravedere un tentativo di “distrazione” doloso di quella fetta di stipendio e quindi rischierei a mia volta (o mio fratello), una rivalsa legale anche in termini penali solo perché sono/è mio fratello?

Quello che conta è che lei, con il supporto di un avvocato, riesca ad ottenere un decreto ingiuntivo. Se il giudice riterrà la scrittura privata sufficiente a provare l’esistenza del credito, emetterà un decreto ingiuntivo nei confronti del debitore. Se il debitore non proporrà opposizione all’ingiunzione nei termini previsti, lei potrà precettarlo chiedendo indietro i soldini e successivamente pignorargli lo stipendio. Naturalmente, lei dovrà arrivare prima della banca.

La banca, dal canto suo, potrebbe denunciare la simulazione del contratto di prestito. Ma non è sufficiente richiamare la parentela fra i sottoscrittori della scrittura privata. La banca dovrebbe provare la simulazione.

Perché di contenziosi giudiziali fra fratelli, per motivi di interesse, ne sono piene le aule dei tribunali.

23 Maggio 2014 · Ludmilla Karadzic

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