Dopo 20 anni mi chiedono di pagare, sviluppi…

Ho spedito una raccomandata, come da fac simile reperito su questo sito, con cui chiedo loro di mandarmi tutta la documentazione comprovante il diritto della cessione della pratica.

Ho ricevuto una loro telefonata. Il tizio mi ha confermato che la mia pratica, ormai ventennale, è prescritta. Ma, perchè lo sia completamente, devo essere io a dirlo davanti al giudice. Non sarebbe un problema, però ho bisogno di rivolgermi ad un avvocato del mio paese che a sua volta dovrebbe domiciliarsi presso un’altro della città dove ha sede questa società di recupero crediti.

Loro pagherebbero le spese ma io dovrei accollarmi le spese dell’avvocato, credo. Mi propongono un pagamento di 1000 euro con bollettini postali da 50 euro l’uno per 20 mesi a partire dal prossimo giugno. Dove lavoro mi han detto di stare attento a non prendere fregature, ma non so davvero cosa mi convenga di più. Loro sembra che non abbiano molto da perdere se decidono di andare davanti al giudice perchè presumo che abbiano già i loro avvocati. A questo punto mi conviene pagare quei 50 euro al mese? Da 4700 a 1000, dilazionati così, sembra invitante se penso che d’avvocato mi potrebbe costare gli stessi soldi (che non ho), se non di più, e senza dilazioni. A fine pagamento avrò anche la liberatoria. E’ un trucco? Io non sono per nulla pratico di queste cose… Moralmente dovrei pagare, perchè alla fine io quei soldi li ho presi da quella banca. Anche se mi sono serviti per pagarne altre due che mi stavano strozzando. Ma qui non è quella banca che me li chiede, qui è una società di boia finanziari che ha acquisito i miei dati con un passacarte bestiale…

Un consiglio, per favore

Roba da non credersi: sia chiaro, pretendere dal debitore il rimborso di un credito evidentemente prescritto (e dunque senza alcuna legittimità) significa semplicemente perpetrare il reato di estorsione.

Chiedere soldi per non adire via giudiziali, peraltro temerarie, in cambio della “cortesia” di non costringere il debitore ad affrontare spese legali, significa mettere in atto un tentativo di estorsione.

Insomma, non stiamo più parlando di recupero crediti, bensì di estorsione. Io attenderei la notifica del ricorso per decreto ingiuntivo. Per quanto attiene l’avvocato ne basta uno della sua città che abbia una domiciliazione presso il foro competente. Deve solo inviare al suo collega e far presentare al giudice una memoria di due righe: “Il credito preteso dal ricorrente è prescritto! E il ricorrente sapeva che il credito era prescritto”. Punto.

Se la cava con 150 euro, se proprio trova un legale esoso e sempre ammesso, cosa di cui dubito fortemente, che abbiano il coraggio di adire le vie giudiziali con il rischio di una denuncia per estorsione.

Non solo. Una volta che il giudice avrà accertato che il decreto ingiuntivo è stato richiesto per esigere un credito prescritto e, dunque, inesigibile, i ricorrenti saranno condannati al pagamento delle spese di giudizio e a quelle legali della controparte. Farà bene a ricordarlo al tizio che l’ha contattata al telefono, se mai l'”intelligentone” non avesse considerato questo aspetto.

Ma tanto, è chiaro che stanno solo provando ad abbindolare il malcapitato di turno.

Sulle questioni etico morali sono anni che non mi esprimo più. E qui, peraltro, sono impegnata a rispondere solo su problematiche squisitamente tecniche. La lascio, allora, alla sua decisione.

Non posso fare a meno, tuttavia, di tributarle il mio ringraziamento personale e quello dello staff tutto per l’interessante e significativo feedback che ha ritenuto di fornirci.

11 Aprile 2012 · Carla Benvenuto

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