Dichiarazioni fiscali omesse e consiglio su cosa sia meglio fare ora

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Quattro anni fa ho aperto una ditta individuale (ristrutturazioni), poi per una conseguenza di motivi e problemi personali, lavorativi e di colpe altrui, mi sono ritrovato a non presentare la dichiarazione dei redditi a fine anno. Quindi per 3 anni non ho fatto dichiarazione e adesso sono fermo. Anche se spero non debba qui giustificarmi ulteriormente o raccontarvi nei minimi particolari i motivi personali per i quali mi sono ritrovato in questa situazione vi dico che non ho beni al sole, macchine case o conti nascosti quindi la mancanza delle dichiarazioni non mi ha portato nessun benefit ma solo una situazione preoccupante al momento che vi scrivo. Adesso il quesito che vi chiedo è questo, ben consapevole che una risposta certa non sarà possibile. Mi conviene chiudere ed appoggiarmi ad un collaboratore esterno con il quale discutere di come poter collaborare oppure ricominciare a lavorare e fatturare da adesso non commettendo gli stessi errori? Il consiglio che mi serve è per capire una cosa, al momento non mi è arrivato nessun accertamento fiscale, rischio di più nel chiudere la posizione o nel presentare una dichiarazione per il 2019 senza aver presentato le altre? In quali dei due casi c’è meno rischio che si accorgano del mancato? So che la domanda non è facile ne a livello giuridico ne a livello morale, purtroppo è accaduto questo e devo trovare una via d’uscita che mi permetta di ricominciare a vivere ed a dormire la notte. Spero in risposte inerenti la mia domanda.

Gli eventuali futuri accertamenti fiscali e le sanzioni tributarie riguarderanno la sua persona fisica (codice fiscale e partita IVA), dal momento che lei ha operato con una ditta individuale: non ha alcun senso, in un tale contesto, ipotizzare una “chiusura della posizione” se intende con questo la chiusura della partita IVA.

Pertanto, non esiste una soluzione che le possa consentire di poter dormire la notte, tranne attendere pazientemente, facendo gli scongiuri, che per ciascuna omessa dichiarazione non passino i sei/sette anni previsti dalla normativa vigente affinchè intervenga la decadenza per gli accertamenti d’ufficio.

Personalmente, credo che continuare a svolgere l’attività tramite un collaboratore esterno complicherà la sua situazione e le porterà più svantaggi e vincoli che benefici. Anche se il collaboratore esterno fosse un semplice prestanome con partita IVA.

La scelta obbligata sembrerebbe quella di continuare l’attività cominciando a presentare la dichiarazione dei redditi a partire dal 2019 e a versare i contributi previdenziali ed assistenziali dovuti.

5 Marzo 2019 · Giorgio Valli

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