Detrazione degli interessi a seguito di accollo interno

In caso di acquisto in comproprietà, da parte dei coniugi, di un immobile da destinare ad abitazione principale e di contestuale stipulazione di un contratto di mutuo cointestato, qualora intervenga una separazione consensuale e nell'occasione si concordi che la quota di proprietà del marito (pari al 50 per cento) sia trasferita alla moglie e quest'ultima si accolli - secondo lo schema dell'accollo interno - il relativo contratto di mutuo per la parte riferibile al marito, si chiede se la moglie, unica proprietaria dell'immobile può calcolare la detrazione sull'intera quota degli interessi, compresa quindi la parte riferibile al marito.

Si precisa che la predetta separazione e gli accordi in essa contenuti sono stati omologati dal giudice, e che con "atto di trasferimento di diritti immobiliari in esecuzione di decreto di omologazione di separazione consensuale tra coniugi" sono stati formalizzati sia il trasferimento della quota di proprietà dell'immobile sia l'accordo fra gli ex coniugi in merito all'accollo del mutuo, senza che, tuttavia, sia intervenuta alcuna modifica del contratto di mutuo stipulato con l'Istituto di credito erogante, che continua a risultare cointestato ad entrambi i coniugi.

L'articolo 15 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) riconosce una detrazione di imposta, pari al 19 per cento degli interessi passivi e relativi oneri accessori corrisposti in dipendenza di mutui garantiti da ipoteca, contratti per l'acquisto dell'unità immobiliare da adibire ad abitazione principale entro un anno dall'acquisto stesso, per un importo non superiore a 4 mila euro complessivi.

L'acquisto dell'unità immobiliare deve essere effettuato nell'anno precedente o successivo alla data della stipulazione del contratto di mutuo.

In caso di accollo, per data di stipula del contratto di mutuo deve intendersi quella di stipulazione del contratto di accollo.
Gli interessi passivi sul mutuo ipotecario stipulato per l'abitazione principale da entrambi i coniugi comproprietari dell'immobile possono essere detratti interamente dal coniuge che, a seguito di separazione, per effetto dell'"atto di trasferimento di diritti immobiliari in esecuzione di decreto di omologazione di separazione consensuale tra coniugi", è diventato proprietario esclusivo dell'immobile e si è accollato - secondo lo schema del cd."accollo interno" - le residue rate di mutuo, ancorché non sia intervenuta alcuna modifica del contratto di mutuo stipulato con l'Istituto di credito erogante, che continua a risultare cointestato ad entrambi i coniugi.

Ciò a condizione che l'accollo risulti formalizzato in un atto pubblico, come nel caso prospettato, o in una scrittura privata autenticata (cfr. nota n. 1011 del 10/07/1981 del Ministero delle Finanze - Imposte Dirette) e che le quietanze relative al pagamento degli interessi siano integrate dall'attestazione che l'intero onere è stato sostenuto dal coniuge proprietario, anche per la quota riferita all'ex coniuge.

In sostanza, il titolare del contratto di mutuo a seguito di cessione dell'immobile non ha diritto alla detrazione degli interessi di mutuo, non essendo più proprietario mentre l'acquirente ha diritto al beneficio, sussistendo le condizioni di legge, anche se l'accollo del mutuo non ha rilevanza esterna, a condizione che l'accollo risulti da atto pubblico, ad esempio dall'atto pubblico di trasferimento dell'immobile, o da scrittura privata autenticata e che le
quietanze siano integrate dall'attestazione che l'intero onere è stato sostenuto dal coniuge proprietario.

2 marzo 2012 · Patrizio Oliva

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Mutuo cointestato » La detrazione degli interessi passivi dopo la separazione
In un mutuo cointestato tra due coniugi, gli interessi passivi del mutuo si possono scaricare al 100% cento, anche in caso di separazione legale? Nella fattispecie di una separazione legale, e a seguito di un eventuale riassetto patrimoniale fra i coniugi, la detrazione degli interessi passivi spetta, nell'intera misura o ...
Mutuo cointestato separazione e accollo non liberatorio - il coniuge diventato debitore unico non può chiedere modifiche contrattuali
Il caso si riferisce ad una coppia di coniugi cointestatari di mutuo ipotecario laddove, nella sentenza di omologa della separazione consensuale si legge che ... resta a carico del marito l'onere relativo al pagamento della rata del mutuo. Il marito che, in forza dell'accordo di separazione, era divenuto "debitore unico" ...
Mutuo cointestato: è possibile liberarsene in seguito a una separazione? » Le possibili soluzioni
Nella fattispecie di una stipula di un mutuo cointestato, nell'ambito di un matrimonio, come è possibile venire meno all'onere in caso di separazione? Tutte le informazioni essenziali nel prosieguo dell'articolo. Può accadere che in sede di separazione consensuale si ponga il problema della attribuzione della casa coniugale, per l'acquisto della ...
E' assoggettabile ad azione revocatoria l'atto di scioglimento della comunione finalizzato a trasferire al coniuge non debitore la esclusiva proprietà dei beni
La comunione di un bene fra coniugi non è una comproprietà in cui ciascun coniuge è titolare di una quota pari al 50% del bene. Si tratta, invece, di un istituto particolare (cosiddetto di tipo “germanico”) senza quote: in sostanza, si può solo dire che tutti i due coniugi sono ...
Separazione e restituzione somma in prestito » Si della Cassazione
È legittimo l'accordo scritto in un contratto di mutuo, stipulato prima o durante il matrimonio, con cui uno dei due coniugi si impegna a restituire all'altro, in caso di una eventuale separazione, la somma avuta da questi in prestito. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione la quale, con la ...

Briciole di pane

Altre info



Cerca