Definitiva idoneità all'esecuzione forzata

Dopo un decreto ingiuntivo, emesso nel 2001 a favore mio e di miei altri 4 colleghi dal Giudice del lavoro, il debitore (ente locale) ha proposto ricorso in appello.

Dopo varie rimesse nei termini per motivi attribuibili alla controparte opponente, il giudice nel 2006 dichiara inammissibile il ricorso e dispone la definitiva idoneità all'esecuzione forzata del Decreto ingiuntivo con condanna dell'opponente alle spese legali.

La controparte opponente però eccepisce nel dispositivo ultimo del giudice un vizio di forma circa la data di notificazione del ricorso da cui è scaturita la inammissibilità del ricorso stesso, riproponendo quindi la riammissione nei termini per il ricorso in appello, senza tuttavia dare corso all'esecutività.

A tutt’oggi (Giugno 2012) abbiamo avuto solo rinvii delle udienze. Il nostro avvocato si oppone alla procedura dell'esecuzione forzata prima della sentenza definitiva della Corte di Appello perchè, secondo lui, potremmo incorrere in una futura restituzione della somma riscossa, in seguito alla eventuale sorte negativa del caso con l'aggravio degli interessi maturati nel tempo.

E' Giusto aspettare? Possibile che il giudice abbia sbagliato il calcolo delle date? Oppure è la conseguente decisione dopo le varie possibilità date dal giudice all'opponente di riammissione nei termini?

Mi limito a rispondere alla prima domanda, perchè non ho elementi per affrontare la questione della remissione in termini.

In situazioni simili, anche io preferisco consigliare ai miei clienti, come ha fatto il suo avvocato, una strategia processuale improntata alla prudenza.

Passare da escussore ad escusso non è un'esperienza piacevole.

12 giugno 2012 · Loredana Pavolini

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre discussioni simili nel forum

notifica decreto ingiuntivo

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Rottamazione delle cartelle esattoriali ed espropriazione immobiliare
In tema di esecuzione immobiliare, cosa accade se il debitore estingue il proprio debito in epoca successiva alla notifica dell'avviso di vendita forzata del bene, avvalendosi della possibilità di definizione dei carichi di ruolo pregressi (condono, rottamazione ecc..) e presentando contestualmente opposizione all'esecuzione forzata? Nell'accertare il diritto di procedere ad ...
Pignoramento » Il precetto non deve essere rinnovato per più procedure di esecuzione forzata
Qualora fosse in atto più di un pignoramento, il creditore può utilizzare lo stesso precetto fino a che ha ottenuto il risanamento del debito: se non sono scaduti i 90 giorni, infatti, il precetto in rinnovazione è un atto che non ha alcuna utilità. Come chiarito in diversi interventi sul ...
Opposizione ad un atto di pignoramento per cartella esattoriale affetta da vizi di notifica ed originata da crediti di natura tributaria
La normativa vigente stabilisce che l'opposizione al titolo esecutivo (cartella esattoriale o accertamento esecutivo) in relazione al diritto di procedere ad esecuzione forzata tributaria, si propone davanti al giudice tributario mentre le opposizioni all'esecuzione concernenti la pignorabilità dei beni si propongono davanti al giudice ordinario (ex articolo 615 del codice ...
Equitalia » Come fermare l'esecuzione forzata sull'immobile anche dopo la notifica dell'avviso di vendita
Se il contribuente onora il debito, ottiene la rottamazione o comunque vince un procedimento in tribunale per delle cartelle esattoriali illegittime, l'espropriazione (o pignoramento immobiliare) della sua casa deve essere fermata, anche se è già stato notificato l'avviso di vendita. Deve essere interrotta la vendita forzata immobiliare, avviata da Equitalia, ...
Esecuzione forzata - Le spese giudiziali, di custodia e di conservazione dell'immobile pignorato devono essere anticipate dal creditore procedente
Con riguardo all'espropriazione forzata, la normativa vigente consente di individuare nel creditore procedente il soggetto che é tenuto all'anticipazione delle spese. Le spese che il creditore procedente è tenuto ad anticipare sono sia quelle giudiziarie che quelle propriamente materiali necessarie per l'esecuzione. Inoltre, nel caso in cui i beni pignorati ...

Briciole di pane

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali - se accedi ai contenuti dichiari di averne preso visione
contatti


Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Cerca