Contratto per prestazione

Ad agosto, facente parte di un comitato per una festa patronale, ho stipulato e firmato unitamente ad un'altra persona un contratto per ricevere una prestazione artistica
Il contratto di 32.000 (chiavi in mano ci ha detto) prevedeva il pagamento dell'intera somma entro date stabilite,e comunque il versamento dell'intero corrispettivo 2 ore prima dell'esibizione dell'artista.
Alla firma del contratto, gli è stata data una caparra di 2000 euro e come garanzia è stato emesso un assegno di 30.000 euro (non da me, ma dall'alto firmatario).
Da premettere che il manager dell'artista ci ha chiesto pagamento in contanti e di rilasciarci fattura solo sù 10.000 euro in modo da pagare meno IVA.
Prima dell'inizio del concerto dovevamo versare ancora altri 7.000 euro.
Il concerto si è svolto (visto che aveva in mano l'assegno) e ci siamo ripromessi di vederci nei giorni successivi.
Dopo alcune settimane abbiamo chiamato per onorare il debito, ma ci ha detto che le cose erano cambiate e che dovevamo versare l'IVA sù intero importo circa 7.000 euro.
E' stato inutile dirgli che i patti verbali erano diversi, quindi dopo un'accesa discussione e visto che nn avevamo quei soldi, siamo andati via.
Lui si è tenuto l'assegno e ora ci ha fatto chiamare dal suo avvocato per farci firmare delle cambiali dal valore di 15.000 euro (somma restante, IVA e interessi vari).
Ora da quello che ho letto sul sito, visto che io lavoro mentre l'altro firmatario (quello del"assegno) è disoccuppato sicuramente nn firmerò cambiali, ma resta il fatto che lui ha l'assegno.
L'avvocato del manager mi ha chiamato dicendo che se nn firmo le cambiali partirà il decreto ingiuntivo essendo io obbligato in solido.
Ora visto che i rapporti con i facenti parte del comitato si sono rotti e non avendo alcun aiuto economico, presumo che io debba far fronte a questa faccenda
Ora le mie domande sono:
Non avendo nessuna ricevuta dei pagamenti come posso dimostrare di aver dato quei soldi ? ( ci sono stati però testimoni presenti ogni qual volta gli abbiamo dato i soldi).
Puo avvalersi solo sù uno dei due obbligati o entrambi e se l'azione di uno esclude quella dell'altra ?
Ho qualche possibilità alla luce di quanto scritto di potermi opporre ad un decreto ingiuntivo ?
Come posso onorare il debito, a rate, senza firmare cambiali ?
Quale altra soluzione posso concordare ?
Visto che è la prima volta che sono in un guaio del genere quali ulteriori consigli potreste darmi ?

Bisogna esaminare, con la massima attenzione, il contratto: se la somma pattuita è di 32 mila euro chi ha firmato dovrà versare l'IVA su quella cifra. Non si può mica dire al giudice che c'era un accordo per evadere l'imposta sul valore aggiunto.

Quindi, 32 mila + 6.4 mila di IVA fanno 38.4 mila euro. Tolti i 30 mila dell'assegno, resta un debito di 8400 euro. Gli altri versamenti cash non contano, in quanto senza ricevute del percipiente, quei soldi è come se non fossero mai stati versati all'"artista".

Come si sia arrivati a 15 mila euro di debito resta un mistero: probabilmente ci hanno caricato sopra i contributi ENPALS e la tassa per i novellini che si improvvisano organizzatori di feste patronali.

Il più esposto sul debito è lei, perchè lei è aggredibile mentre l'altro compagno di sventure risulta al momento disoccupato.

Ora la combriccola (artista, manager ed avvocato) tenterà di recuperare il presunto debito incutendo timore a chi è ritenuto più vulnerabile rispetto ad azioni di riscossione coattiva (nel caso il pignoramento del suo stipendio). Così l'artista recupera 10400 euro che ritiene mancati al suo cachet (i 2000 cash li ha incassati già il manager) ed avvocato e manager si spartiscono poi i 4.600 residui dal castelletto di cambiali da 15 mila euro. Magari poi l'avvocato presenta la fattura anche all'artista.

Non voglio perdermi in chiacchiere. Questo è quello che, secondo me, dovreste fare:

1) recatevi nella più vicina stazione della Guardia di finanza con copia del contratto e numero di assegno emesso e denunciate manager ed artista in quanto a fronte di 30 mila euro versati con assegno non è stata rilasciata alcuna fattura;

2) dopo aver presentato la denuncia (non fate la sciocchezza di minacciare il manager dell'artista prima, né di annunciargli le vostre intenzioni, altrimenti trovano il modo di emettere fattura con data antecedente alla probabile visita della GF) quando l'avvocato vi contatterà di nuovo (sempre se lo farà) gli riferirete che preferite attendere la notifica del decreto ingiuntivo. Perchè così sarà pignorato lo stipendio del 20%, ma con interessi legali e su una somma (l'unica giustificabile) di 8.400 euro, non 15 mila. E a voi, aggiungerete, questo sembra un affarone da non perdere, in attesa, ovvio, della prossima festa patronale ...;

3) se proprio volete chiudere in bellezza, denunciate per usura anche l'avvocato, in quanto richiede per un debito di 8400 euro cambiali per 15 mila. Qualsiasi sia il periodo di rimborso che vorrà concedervi, sono sicuro che superiamo abbondantemente la soglia limite oltre la quale ci sono i tassi usurari.

21 settembre 2011 · Simone di Saintjust

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