Decreto Ingiuntivo da società di recupero crediti - Quali elementi su cui basare una eventuale opposizione?

Per motivi economici nel 2013 ho smesso di pagare una carta revolving con fido di 5000 euro e rimborso rateale di 250 euro mensili e dopo varie sollecitazioni da parte della finanziaria, mi è arrivata una raccomandata di una società di recupero crediti che dice che hanno comprato il debito e che devo pagare entro 20 giorni la somma di 7000 euro, altrimenti daranno il via alle iniziative volte al recupero; ma che nel frattempo sono disponibili ad un contatto per venire incontro alle mie difficoltà.

Per varie modalità di pagamento, a questo punto ho richiesto alla società di recupero crediti con raccomandata di mandarmi: lettera di cessione del credito, contratto originario di finanziamento, (che non ho mai avuto) estratto conto cronologico; dichiarando fin d'ora la mia piena disponibilità ad onorare tutte le eventuali obbligazioni assunte, tutto a mie spese.

Non ho mai ricevuto nulla. Dopo alcuni mesi mi arriva copia di decreto ingiuntivo che quanto pare era stato rigettato in prima istanza perché non si evidenziava nella richiesta che anche il mio credito facesse parte di quelli in oggetto non compariva il nome del debitore e il debito ceduto, in seconda istanza viene accettato perché a quanto pare sono stati inviati documenti che accertano il debito (e prima dove erano).

Ora 24/11/2016 ho in mano decreto ingiuntivo dove mi si ordina di pagare 5253 euro (3253 di capitale più 2000 di rate non pagate più spese entro quaranta giorni ma che ho diritto di fare opposizione. Posso chiedere ancora una mediazione del credito? Cosa posso fare?

Cosa rischio? Sono sposato in divisione dei beni la casa è di proprietà al 50% con mia moglie, lavoriamo ed ho una cessione del quinto volontaria

Se non ha mai ricevuto la documentazione (estratto cronologico e comunicazione di avvenuta cessione del credito) che ha richiesto con lettera raccomandata (verifichi anche eventuali giacenze presso l'ufficio postale) il suggerimento è quello di fare opposizione al decreto ingiuntivo con il supporto di un avvocato.

Una volta notificato il decreto ingiuntivo e decorso inutilmente il termine per l'opposizione, non ci saranno spazi di mediazione e rischia l'iscrizione di ipoteca sulla casa in comproprietà, oppure il pignoramento del conto corrente o, ancora, il pignoramento del 20% dello stipendio.

25 novembre 2016 · Marzia Ciunfrini

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