Strascichi per una fideiussione prestata tanti anni fa probabilmente in seguito a furto di identità

In seguito a domanda di surroga di mutuo presso la banca nella quale sono correntista, ho scoperto di aver firmato, in una data non meglio precisata dei primi anni novanta, una fideiussione a favore di una persona, al tempo effettivamente conosciuta.

Io metto in dubbio l'autenticità della mia firma in quanto, conoscendo il soggetto, mai avrei acconsentito a un atto del genere: infatti la persona è risultata inadempiente. La banca, comunque, ha chiuso la sua pratica nel 1997 dopo aver cercato, invano, di contattarla. In tutti questi anni nessuno ha mai contattato me, come fideiussore: niente appare nella mia anagrafica; niente è apparso al momento della mia richiesta di mutuo (con altro istituto); ho usufruito di un prestito personale abbastanza ingente che mi è stato regolarmente concesso e che regolarmente ho saldato (con altro istituto); sono una dipendente statale e il mio rating risulta molto buono.

Nonostante tutto ciò la mia pratica di surroga mutuo è inaccettabile perché ancora figuro correlata a situazione di insolvenza. È possibile risalire ai documenti originali per verificare la mia firma? È possibile che nonostante la banca abbia rinunciato al saldo del debito, chiudendo la pratica, io debba ancora figurare in questa lista? Posso chiedere la cancellazione? Esiste una prescrizione? In banca non sanno cosa consigliarmi.

La banca creditrice non ha tenuto conto della fideiussione da lei prestata, consapevole della probabilità che la documentazione presentata fosse stata il frutto di un furto di identità: tanto è vero che nulla è stato richiesto al fideiussore dopo l'inadempimento del debitore principale.

E ciò è ancor più avvalorato dalla circostanza che nonostante l'inadempimento del debitore principale ha continuato ad ottenere credito, seppur da altre banche.

Evidentemente, qualche impiegato solerte della banca presso la quale lei è correntista, nell'istruire la pratica di surroga del mutuo, ha ritrovato residui tossici negli archivi dell'istituto riguardanti la fideiussione prestata anni fa e, forse, poco attento nel ricostruire le dinamiche che determinarono la rinuncia ad escutere il fideiussore a seguito dell'inadempimento del debitore principale, ha espresso parere negativo.

Dunque, un incidente che si risolve semplicemente cambiando banca, perchè è insindacabile il diritto del creditore di non concedere la surroga dopo aver valutato il merito creditizio del richiedente in base ai parametri soggettivi che ritiene congrui.

30 maggio 2019 · Ludmilla Karadzic

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