Decadenza dal beneficio del termine e proposta di rientro con cambiali

Venerdì pomeriggio ho ricevuto con lettera raccomandata la comunicazione della decadenza del beneficio del termine e l'invito di saldare entro 15 giorni l'intero importo, poco meno di 8.000 euro.

Ieri mattina ho ricevuto la visita domiciliare di un addetto al recupero crediti domiciliaare che non trovandomi ha lasciato nella buca delle lettere l'avviso con l'invito di contattarlo con urgenza.

La faccio breve, è stato incaricato dalla finanziaria di trovare subito un'accordo bonario per non procedere con l'iter del recupero crediti sino al pignoramento, la proposta è questa, pagare tutto subito oppure "cambializzare" il debito, sono disposti a partire da un minimo di 50 euro mensili sino all'estinzione del debito, in pratica 160 cambiali in poco più di 13 anni.

Personalmente sono diffidente verso la cambiale, inoltre, e questo è noto alla finanziaria, da anni non ho un lavoro a tempo indeterminato, da circa quattro anni mi barcameno tra indennità di disoccupazione e contratti a termine, questo attuale è della durata di un mese e scade il 15 febbraio, dopo, se non cambia qualcosa, c'è solo la naspi.

Detto questo, credo che firmando cambiali senza nessuna certezza di potere onorare l'impegno, mi espongo, rendendo più facile la strada per la finanziaria di arrivare al decreto ingiuntivo, basterebbe solo un'effetto non pagato per dargli servito facile facile un titolo esecutivo.
Quello che non mi è chiaro è il gioco della finanziaria, escludendo che l'intento sia di venire incontro al debitore, sono certo che le loro mosse sono mirate, ma secondo voi esperti, dove vogliono arrivare?

L'obiettivo è sempre e solo quello di stringere il cappio al collo del debitore, proprio nella consapevolezza che il piano di rientro cambializzato risulterà insostenibile: ma, meglio un debitore inadempiente, con protesto cambiali, piuttosto che un debitore semplicemente inadempiente.

Per escutere quest'ultimo la società di recupero crediti dovrà chiedere ed ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo, e spesso le cessionarie non hanno la documentazione necessaria o in regola. Con la cambiale sottoscritta dal debitore e protestata per omesso pagamento, basterà solo il precetto, saltando la fase giudiziale.

22 gennaio 2019 · Ludmilla Karadzic

Vorrei solo precisare che il debito è ancora di proprietà della finanziaria.

Quello che mi ha sorpreso è stata la velocità della loro mossa, mi dovrò quindi preparare ai vari step sino al pignoramento anche se allo stato attuale hanno ben poco da ricavare, avete più volte specificato che non è possibile prevedere quanto tempo ci vorrà per vedersi consegnato il precetto, ho letto che in alcuni casi, un debitore si è visto recapitare il decreto ingiuntivo dopo anni dalla decadenza del beneficio, ma si legge anche che il proliferare delle società che comprano NPL hanno molto velocizzato i vari iter, sui alcuni forum dedicati al tema, che per anni hanno esortato al muro contro muro ora consigliano prudenza e dicono basta dormire sonni "tranquilli" aspettando un decreto che arriverà fra chissà quanti anni.

Certo: arroganza, presunzione di impunità e muro contro muro non costituiscono mai strategie efficaci per il debitore, a meno che al muro contro muro il debitore non sia costretto dalla petulanza, dall'invadenza della sfera privata e dallo stalking martellante degli addetti al recupero.

Quando il debitore è al momento nullatenente ed inattaccabile ad azioni esecutive, il creditore ha imparato ad attendere nella speranza che le cose cambino in meglio. Peraltro, è un augurio che lo stesso debitore rivolge a sé stesso.

22 gennaio 2019 · Ludmilla Karadzic

Altre discussioni simili nel forum

decadenza dal beneficio del termine (DBT)
protesto cambiale

Approfondimenti e integrazioni dal blog

Spunti di discussione dal forum

Dove mi trovo?



Domande

Forum

Sezioni

Home

Argomenti

Altre Info

Cerca