Debito solidale e cartella esattoriale a eredi


Mio padre dovette affrontare una causa civile, assieme ad altri sui colleghi di lavoro e che si è conclusa in primo grado dopo la sua morte, con condanna di tutti i soggetti al pagamento di una somma, in modo solidale tra di loro.

Noi eredi (madre e 3 figli) accettammo all’epoca l’eredità con beneficio di inventario. Ora siamo in appello, ma nel frattempo però l’Agenzia delle Entrate ci ha notificato una cartella esattoriale per la riscossione dell’imposta di registro, specificando che tale debito è da considerarsi in solido tra vari coobbligati (che sono i colleghi di mio padre e noi 4 eredi).

La domanda è la seguente: in caso di mancato pagamento, i beni aggredibili dall’Ade sono sempre e soltanto quelli ereditati con il beneficio di inventario oppure anche i beni personali di ogni erede?

Il dubbio mi viene perchè la cartella non è stata indirizzata in modo impersonale agli “eredi del Sig.”, ma singolarmente a tutti gli eredi (anche se in realtà 2 di essi non l’hanno ancora ricevuta).

In altre parole, se mi è arrivata una cartella esattoriale intestata personalmente a me (Senza alcuna indicazione di “erede di”) e tra l’altro per l’intero importo del debito (essendo lo stesso solidale tra tutti i soggetti), non vorrei che magari tra uno o due anni, l’Ade mi blocchi il mio conto corrente, addirittura per l’intero debito richiesto, perchè sono uno dei coobbligati in solido….

Esiste questo rischio?

C’è poi una anomalia: nell’elenco dei coobbligati è ancora inserito il nome di mio padre ormai defunto, quindi in pratica figurano tutti i soggetti coinvolti (compreso mio padre) oltre a noi 4 eredi. E’ normale o può essere anche motivo di annullamento?

Suo padre è debitore solidale insieme agli altri colleghi di lavoro: vuol dire che uno dei debitori solidali può essere costretto dal creditore a pagare l’intero debito, liberando gli altri.

Infatti, secondo l’articolo 1292 del codice civile l’obbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all’adempimento per la totalità e l’adempimento da parte di uno libera gli altri.

L’Agenzia delle Entrate, notificandovi la cartella esattoriale, sembra avere scelto suo padre come debitore da escutere (perchè ha ritenuto che l’azione esecutiva nei confronti di suo padre sia quella più efficace).

Probabilmente proprio perché risulta dagli atti di successione che i coeredi di quel coobbligato debitore hanno accettato l’eredità con beneficio di inventario (e non l’hanno rifiutata). In questo senso i coeredi del debitore solidale, prescelto per l’escussione, sono responsabili dell’intero credito azionato dall’Agenzia delle Entrate, nei limiti, tuttavia, di quanto disponibile nell’eredità paterna.

La presunta anomalia rilevata in riferimento all’elenco dei coobbligati riportato in motivazione, è irrilevante.

L’accettazione con beneficio di inventario è finalizzata a tenere distinto il patrimonio del de cuius da quello di ciascuno degli eredi: per questo motivo, l’Agenzia delle entrate non potrà pignorare il conto corrente di ciascuno dei coeredi a meno che la rigida procedura di formazione dell’inventario non sia stata disattesa, commutando, automaticamente, l’accettazione beneficiata in accettazione pura e semplice (caso da escludere se è stata chiesta l’assistenza di un notaio).

12 Aprile 2019 · Annapaola Ferri



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