Debito della madre che è andata a vivere in Argentina

Mia madre è andata a vivere in Argentina 5 anni fa lasciandomi che ancora non ero maggiorenne.

Poco tempo dopo, iniziai a essere sommersa di chiamate da parte di gente che voleva indietro i propri soldi. Oggi mi giunge una ulteriore lettera da parte del mio comune che mi obbliga a pagare le tasse per i servizi TARES che lei non ha pagato. Io mi ritrovo qua, senza sapere assolutamente cosa fare essendo lei bella che lontana e io disoccupata. Vivo ancora con mio padre, ma non vi era scritto il suo nome.

E' possibile che io sia obbligata a pagare per dei debiti di mia madre solo perché lei è andata a vivere altrove e, ovviamente, non ha voglia di pagare i propri debiti? E' viva, sta benissimo, ma purtroppo tutti cercano me dato che lei dall'Argentina poco le potrebbe importare.

Per le pretese relative ai debiti contratti dalla madre, di cui si riferisce genericamente, la figlia può tranquillamente disinteressarsi, a meno che la figlia non sia cointestataria o garante del prestito.

Discorso a parte per la TARES, che come noto è la TAssa Rifuti E Servizi, ovvero la tassa dovuta per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani: soggetti passivi della Tassa sono coloro che occupano o detengono locali, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare.

In altre parole, il Comune può ben chiedere alla figlia e suo padre (soggetti passivi solidalmente obbligati al pagamento della tassa in quanto conviventi nell'unità abitativa servita dalla TARES) il versamento del dovuto. Per la riscossione coattiva del credito, il Comune può rivolgersi indifferentemente ad uno o all'altro dei soggetti solidalmente obbligati: per questo la lettera è indirizzata alla figlia e non al padre.

Quando, e se, la riscossione coattiva nei confronti della figlia si rivelerà infruttuosa, molto probabilmente verrà escusso il genitore.

29 aprile 2016 · Giorgio Martini

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