Debito con finanziaria - Vorrei chiudere subito per evitare aggravio di interessi moratori

Nel 2011 ho aperto un finanziamento di euro 35 mila da rimborsare nel seguente modo: 400 euro per 47 rate e, successivamente altre 36 rate per 785 euro ciascuna.

Io nel 2012 sono stato messo in cassa integrazione, e poi posto in mobilità fino a fine febbraio 2015. Da marzo non prendo più nulla. Sono riuscito a pagare 45 rate delle 47 da 400, residuando un debito di 25-28 mila euro con la finanziaria.

Ho un appartamento di proprietà e qualcosina da parte, sono 3 mesi che il recupero telefonico mi contatta ma ho risposto solo due volte. Devo premettere che già ad ottobre 2014 avevo informato la finanziaria che avrei avuto difficoltà nel pagare le rate da gennaio del 2015 proponendo un transazione di chiusura a 5000 euro, ma non mi hanno mai risposto.

Molti mi hanno consigliato di aspettare che mi scrivano per raccomandata e che decada il Beneficio del Termine. Però intanto il debito aumenta.

Io certamente voglio chiudere questa situazione con qualche sacrificio e chiedendo aiuto a parenti, ma non vorrei che poi non accettano e mi tirano fino fargli dare quello che vogliono e poi mi troverei in difficoltà su come mantenere la famiglia dato che non ho trovato ancora un lavoro.

Attesa l'entità del debito insoluto, il rischio maggiore, per lei, si sostanzia nella possibilità di una iscrizione ipotecaria sul bene immobile, o, addirittura, sull'avvio di una procedura di espropriazione forzata dello stesso.

Sarebbe quindi opportuno chiudere il contenzioso, ma non può certo aspettarsi che nello scenario delineato, il creditore accondiscenda ad una soluzione stragiudiziale a stralcio, con falcidia sull'importo dovuto.

Quello che può fare, per acquisire informazioni che le consentano di operare una scelta ponderata e consapevole nel comportamento da tenere in futuro, è capire se l'operatore che la contatta lavora per la finanziaria erogatrice del prestito, per una struttura che gestisce in affidamento la sua pratica o per una società di recupero a cui il credito vantato nei suoi confronti è stato ceduto.

Solo nell'ultima ipotesi la probabilità che venga portata avanti un'azione esecutiva di iscrizione ipotecaria ed espropriazione dell'immobile risulterebbe alquanto remota e potrebbe allora tranquillamente attendere che venga avanzata una proposta di accordo transattivo a saldo stralcio.

5 giugno 2015 · Marzia Ciunfrini

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