Avvocato e credito

Io non ho ben capito a che gioco giochiamo, perche´sinceramente l´ avvocato che rappresenta la societa´che ha in mano il credito mi sembra proprio non voler ne´intendere, ne´mi sembra abbia la minima voglia di collaborare.

A questo punto riporto l´ultima mail da me inviatale e relativa risposta, pero´davvero mi sembra un ping pong inutile perche´lei non fa´che ignorare cio´che scrivo e mi ripropone i suoi termini e altro tempo a mia disposizione per saldare a suo modo, quando le ho ripetuto mille volte che non sono nella possibilita´di farlo.

Perche´mi ribadisca nuovamente i suoi termini e mi dia altri sette giorni che lei sa, non mi serviranno a niente, non ho capito. ad ogni modo credo che mi citera´in giudizio perche´io davvero non ho modo di adempiere alle sue richieste. e a quel punto? Se torno in italia mi bloccano all´aeroporto???? vengono a prendermi con l´interpol?

E-mail inviata dal debitore


Gent. ma Avvocatessa,

mi riferisco alla Sua ultima email per sviluppare alcuni punti.

In primis, nel 2009 io non ero in Italia, pertanto verifichi bene la firma di chi ha ricevuto la raccomandata perche´ per certo, non e´la mia, ne consegue che non sono in possesso della lettera di cessione del credito alla societa´che Lei rappresenta.

Poi, mi scusi, ma credo sia mio diritto poter rifare richiesta anche degli altri documenti citati nella mia mail precedente, dato che non li ho.

Per quanto concerne il mio stato di cittadina italiana residente all´estero, tra due mesi il procedimento di richiesta verra´perfezionato, pertanto potra´verificarlo anche Lei, dagli atti del comune.

Infine, io ho fatto il possibile per saldare il debito contratto con la societa´originaria del credito, a questo fine ho deliberatamente preso contatti con Voi, e l´ho fatto, senza dubbio in buona fede e con le migliori intenzioni. Io non sono in grado di accogliere la Sua proposta di saldo del debito in quanto sono disoccupata, come per altro

Le risulterà e non possiedo nessun bene immobiliare, ne´propieta´alcuna. Le ho piu´volte ribadito quali fossero le condizioni a cui potevo adempiere, ma sempre sono state da Lei rifiutate, pertanto intendo che non Le interessa venirmi incontro, nè le importa riscuotere il credito in modo che entrambi le parti restino soddisfatte (ovvero, io pagando con i tempi e le modalita´a me possibili, e Voi venendo comunque saldati).

Mi dica Lei cosa devo fare.

Risposta ricevuta dal creditore


Gent.ma Signora,

in merito alla pratica di cui all’oggetto, Le ribadisco che la mia disponibilità alla definizione bonaria è da intendersi solo a titolo di cortesia, poichè considerata la Sua preparazione in merito alle molteplici questioni giuridiche riguardanti questa pratica capirà bene che è mio dovere tutelare gli interessi della mia assistita nelle opportune sedi giudiziarie italiane, in cui sarà Suo diritto difendersi.

Rinnovo il termine dei 7 giorni (entro il 30/01/2012) per darLe la possibilità di bloccare la pratica con un versamento dell’importo precedentemente indicato di € 515,00, mediante bonifico bancario, da considerarsi come fermo pratica.

Distinti saluti.

Qualsiasi suggerimento è gradito.

Il primo suggerimento che mi permetto di darle è quello di scrivere in minuscolo le sue domande. Questa l’ho editata io. La prossima le sarà cancellata senza ulteriori preavvisi.

Poi, in merito al contenuto dello scambio di e-mail, c’è da dire che all’avvocatessa (ed anche a me) è chiaro che a lei serve assolutamente la liberatoria. Come dicono dalle mie parti, non c’è bisogno della zingara per capirlo.

Ed a questo punto, delle due l’una. O paga quanto richiestole, oppure “ciccia”.

Comunque, è doveroso aggiungere che una volta ottenuta la liberatoria potrà ottenere la cancellazione dalla CRIF solo dopo tre anni. E che, molto spesso, dal momento che esistono le banche dati occulte dei cattivi pagatori, non è detto che lei riesca nuovamente ad accedere al credito.

25 Gennaio 2012 · Loredana Pavolini

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Il frazionamento del credito nel processo esecutivo integra un abuso - il creditore procedente paga il proprio avvocato nel giudizio di legittimità chiesto dal debitore
Il creditore può azionare più volte lo stesso titolo esecutivo fino ad ottenere il completo rimborso del credito vantato nei confronti del debitore, comprensivo di interessi e spese sostenute per la riscossione coattiva. Ma, se è vero che l'obiettivo del processo esecutivo resta la soddisfazione del creditore procedente, ciò deve comunque avvenire con il minor sacrificio possibile delle ragioni del debitore. E così la Corte di Cassazione (sentenza numero 8576/13, pubblicata il 9 aprile) dopo aver esaminato (e rigettato) il ricorso del debitore su questioni legate al computo degli interessi legali relativi alla somma capitale liquidata, stabilisce la compensazione delle ...

Per il fisco è reato compensare un credito inesistente o un credito non spettante
Le norme tributarie (articolo 10 quater del D.Lgs. 74/2000) puniscono la condotta di chi utilizzi in compensazione nelle dichiarazioni di imposta, crediti non spettanti ovvero inesistenti, per un ammontare superiore, per ogni periodo di imposta, ad Euro 50 mila. Va tuttavia precisato che, mentre il concetto di credito inesistente è di facile ed intuibile identificazione (essendo chiaramente tale il credito del quale non sussistono gli elementi costitutivi e giustificativi), la nozione di credito non spettante consiste nel portare, eventualmente, in detrazione un credito tributario, pur astrattamente esistente ma ancora pendente. Deve ritenersi pertanto, concordemente con quanto già affermato in giurisprudenza, ...

Oltre che la comunicazione di cessione del credito il debitore deve anche visionare una eventuale lettera di mandato a trattare? (ulteriori chiarimenti)
Chiedo chiarimenti riguardo questa risposta al mio precedente quesito: non ho ben compreso la risposta, pertanto riformulo la domanda cercando di spiegarmi meglio. Avevo un debito con la società A che non sono riuscito a saldare. Qualche settimana fa vengo contattato da un'agenzia di recupero crediti Z che asserisce di avere l'incarico di recuperare il suddetto credito. Ho chiesto dei documenti a prova di ciò, in particolare mi sono fatto spedire via email l'estratto conto cronologico, copia del contratto di finanziamento e la lettera di cessione del credito. Da quest'ultimo documento risulta che: A ha ceduto i diritti di credito ...

Dove mi trovo?

Ti trovi nel Forum – Debiti e recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani e stai leggendo il topic Avvocato e credito