Debiti relativi all'attività commerciale del padre cessata nel 2004. Cosa pagare

Mio padre ha cessato la sua attività di panettiere a giugno del 2004 per gravi motivi di salute e familiari. Ad oggi gode di una pensione di circa 930,00 euro al mese con a carico il coniuge. Non risulta proprietario di nulla. Mia mamma invece non percepisce alcun reddito ma è proprietaria dell'appartamento in cui vivono. Sono in regime di separazione dei beni. Da qualche anno, periodicamente, pervengono a mio padre cartelle esattoriali relative a tasse varie che, negli ultimi periodi di attività, mio padre non è più riuscito a pagare. Ovviamente la debito iniziale si sono aggiunti interessi di mora. Desideravo sapere a cosa vanno incontro i miei genitori (e anche io), qualora continuino a ignorare le cartelle. La casa (di mia madre) e gli arredi possono essere pignorati? E la pensione fino a che punto può essere pignorata considerato che mio padre ha anche il conige a carico? Per quanto mi riguarda, non essendo mio padre proprietario di nulla ho già pensato di fare la rinuncia all'eredità.

Diciamo subito che Equitalia considera il pignoramento presso la casa del debitore azione esecutiva assai poco efficace. Vi ricorre solo quando il debitore possiede residenze con arredamenti di pregio ed arricchite da quadri e sculture d'autore, di sicura collocazione sul mercato.

Suo padre va dunque incontro al pignoramento della pensione press l'INPS. La quota di un quinto, atteso l'importo percepito, è certamente compatibile con il minimo vitale (circa 500 euro), soglia a cui non può essere inferiore il residuo della pensione al netto del pignoramento del 20%.

Qualche problema con il ricorso allo strumento della rinuncia all'eredità potrebbe aversi nel caso in cui suo padre venisse a trovarsi nella condizione di superstite al coniuge.

In caso di premorienza di sua madre, infatti, suo padre avrebbe comunque diritto ad una quota di eredità legittima, consistente nel 50% della proprietà dell'immobile.

Sua madre farebbe bene a vendere la nuda proprietà in vita, riservando l'usufrutto a lei ed al coniuge.

18 giugno 2012 · Marzia Ciunfrini

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