Perdita di lavoro e finanziamento

Ho perso il lavoro circa sei mesi fa, e da premettere che ho sempre lavorato in nero, ma malgrado ciò nel 2009 la compass mi concede un finanziamento di 5000 euro.

Da qualche mese a questa parte non riesco più a pagare, in quanto ho altre due carte di credito, per un totale di 200 euro al mese, cifra che in questo periodo che sto passando non posso assolutamente sostenere.

Ho avvisato sia la compass che barklycard e merican express. Con gli ultimi 2 mi sono accordata pagando il minimo, ma la compass non ne vuole sapere di abbassare la rata.

Li ho supplicati, ci sono andata di persona, ma niente, o la rata intera o niente. Inoltre sono stati pure scorretti in quanto quando mi hanno fatto il prestito mi hanno fatto un assicurazione per rischio lavoro, rischio vita e simili, ed ho pagato ben 1000 euro per questa assicurazione, che adesso, visto che io ho lavorato in nero non mi paga.

E quindi mi sento con le mani legate. Da due mesi a questa parte sono iniziate intanto le perscuzioni da parte del recupero crediti, io adesso sono indietro di due rate, ma già so che quella cifra non posso pagarla. Insomma esiste un modo legale per esigere comunque di abbassarmi la rata?

Farmi perseguitare non gli costa di più? Io voglio pagare, ma la rata intera non posso assolutamente pagarla, sto rischiando un esurimento nervoso, e non so che fare.

Si metta l’anima in pace e se ritiene che il debito complessivo sia non sostenibile, non butti via soldi per pagamenti a pioggia che non risolveranno nulla.

Sposterà solo un pò più avanti il momento in cui cominceranno a perseguitarla.

Meglio affrontare i creditori (o meglio gli addetti delle società di recupero) a viso aperto, senza timori e/o sudditanza psicologica.

Posso comprendere un esaurimento nervoso patito per la perdita del lavoro ma non quello causato da quattro ragazzotti di call center che si divertono a minacciare senza neanche sapere di cosa parlano, il più delle volte.

Il creditore può inviare raccomandate A/R per comunicazioni di messa in mora. Ma non può mobbizzare il debitore via telefono o con visite di esattori domiciliari.

Sta a lei capirlo e assumere atteggiamenti conseguenti e consapevoli. Certo, se mostra timore e balbetta impaurito al telefono, la persecuzione non avrà mai fine.

20 Gennaio 2012 · Paolo Rastelli

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