Debiti con banche finanziarie ed Equitalia – Che faccio della mia liquidazione?

Avrei bisogno di chiarimenti sulla mia situazione. Ho diversi debiti con finanziarie e banche che non sto pagando più, oltre a debiti con Equitalia. Ho un po’ di soldi da parte frutto della liquidazione del licenziamento e volevo comprare casa all’estero.

La prima domanda è circa l’eventuale pignorabilità di questa casa e di un conto corrente all’estero, e se esistono paese, in questo senso, più sicuri La seconda domanda è come arrivare al saldo e stralcio con le finanziarie in modo da essere ripulito.

Parte di questi soldi li ho in contanti , pensate sia meglio portarli all’estero come tali?

Tutto dipende dall’entità del debito accumulato: non quello complessivo, ma l’entità degli importi dovuti ai singoli creditori che giustifichi le spese da anticipare per avviare un’azione esecutiva transfrontaliera. Nell’ambito della Comunità europea le procedure di recupero crediti transnazionale sono diventate, fra virgolette, relativamente semplici rispetto a quelle da implementare verso debitori che risiedono e possiedono beni in paesi che della comunità non fanno parte. Ma anche il recupero crediti del debitore che acquista casa in Kenya, ad esempio, non è impossibile se ne vale la pena: il creditore si affiderà ad uno studio legale kenyota e prima o poi l’impresa di pignorare una casa acquistata in Africa potrebbe anche riuscire se i soldini dovuti al creditore sono tanti.

Il debitore che ha liquidità in conto corrente ha solo un modo semplice per non andarsi a cacciare in un “cul de sac”: trasferire, pian piano e senza bonifici diretti (e/o assegni non trasferibili), i soldi su un conto corrente intestato a terzi di fiducia. Ci vuole tempo per eliminare le tracce del collegamento, specie alla luce delle norme vigenti antiriciclaggio e si corre il rischio di cadere dalla padella alla brace (il terzo fiduciario tradisce la fiducia e si prende tutto). Ma, tant’è. Anche considerando che se si trasferiscono i soldi all’estero a proprio nome bisogna indicare gli estremi del conto nella denuncia dei redditi, e questo vuol dire fornire ad Equitalia (ma fra poco, anche al comune creditore) le informazioni utili per pignorare il conto corrente all’estero.

Se la denuncia non la si fa, si corre il rischio che si venga comunque pizzicati dall’agenzia delle Entrate (a meno che non si decida di utilizzare gli spalloni) perchè resta traccia del trasferimento da banca nazionale a banca estera e viceversa.

Infine, se il debitore propone al creditore un accordo transattivo, difficilmente questo va in porto, perchè la controparte è indotta a pensare che il debitore ha interesse a chiudere ed ha comunque disponibilità liquide. Ne consegue che il saldo stralcio, per essere portato a termine, deve essere proposto in prima battuta dal creditore. Il debitore, dopo aver ricevuto la proposta, può, se ne è capace, giocare al ribasso.

4 Aprile 2015 · Piero Ciottoli

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