Proposta di compensazione volontaria rifiutata - Equitalia minaccia il pignoramento del rimborso presso l'Agenzia delle entrate

Mio padre ha ricevuto un'avviso da Equitalia che a fronte di un debito di 24 mila euro chiedeva il consenso a compensarlo con un credito presso l'agenzia delle entrate di 2 mila e 400 euro.

La settimana scorsa mio padre si è recato presso l'ufficio di zona di Equitalia per consegnare il modulo nel quale NEGAVA IL CONSENSO alla proposta di compensazione con il credito di 2.400 euro che l'agenzia dell'entrate ha nei suoi confronti.

Io purtroppo non ero presente e lui mi ha riferito quanto segue: quando ho detto all'addetto che non volevo aderire alla compensazione questo ha risposto che la cosa era del tutto inutile in quanto i soldi non li vedremo neanche perchè Equitalia li avrebbe pignorati direttamente dall'Agenzia delle entrate, anzi, così facendo peggioro la mia situazione in quanto dovrò pagare le spese di pignoramento.

Nonostante l'atteggiamento ostile e presuntuoso dell'addetto mio padre è rimasto fermo nella sua decisione ed ha negato il consenso.

Le parole di quell'individuo sono solo "terrorismo psicologico" per tentare di intimidire il cittadino o veramente i soldi non verranno neanche versati sul conto?

Un credito di 2.400 euro può essere totalmente pignorato anche se siamo entrambi disoccupati e senza altri redditi?

Ci si può opporre o difendere in qualche modo?

Chiedere la rateizzazione del debito, importo complessivo 24.000 euro, può essere utile per recuperare questo credito?

Se sì, come funziona la rateizzazione?

Ho qualche perplessità sul fatto che, come riferito dall'addetto allo sportello, Equitalia possa procedere con pignoramento presso terzi (ovvero presso l'Agenzia delle entrate) per acquisire i 2 mila e 400 euro che la stessa Agenzia delle entrate deve, a titolo di rimborso, a suo padre.

Per terzo, infatti, deve intendersi un soggetto diverso dal creditore procedente che sia a sua volta debitore del debitore.

Equitalia agisce come agente della risossione, ma il creditore procedente nelle procedure giudiziali è, sempre e comunque, l'Agenzia delle entrate.

Equitalia, allora, dovrebbe, in pratica, pignorare lo stesso creditore procedente. Temo che qualsasi giudice non avrebbe difficoltà a rilevare un corto circuito procedurale.

Peraltro, se davvero fosse possibile un simile espediente, certamente a suo padre non sarebbe stata nemmeno recapitata la proposta di compensazione volontaria.

Il fatto è che Equitalia può solo pignorare il conto corrente del debitore sul quale l'Agenzia delle entrate accrediterà l'importo del rimborso. Questo è un pignoramento presso terzi, dove il terzo è la banca. Ma deve scegliere i tempi: se la notifica del pignoramento alla banca anticipa l'accredito del rimborso, lo stesso rimborso non potrà essere accreditato (un buco nell'acqua). Se, invece, la notifica del pignoramento posticipa l'accredito del rimborso, al momento del "congelamento" del conto corrente saranno altissime le probabilità che il debitore abbia già prelevato i soldi (un altro buco nell'acqua).

Inutile chiedere la rateizzazione nello scenario ipotizzato: il rimborso non sarà sicuramente immediato e l'importo delle rate tale che il pagamento di qualcuna di esse compenserà comunque il rimborso. D'altra parte non pagando le rate si decade dal beneficio e si ritorna, inesorabilmente, al punto di partenza.

1 ottobre 2015 · Paolo Rastelli

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