Costretto a pagare per non rimanere appiedato

Nel pagare il bollo auto dell'anno 2011 ho avuto la sgradita sorpresa di non poterlo fare alchè mi viene il sospetto di avere un fermo amministrativo.

Non potendo prendere un giorno libero delego per il controllo presso la società di recupero crediti una mia parente alla quale viene detto che esiste in effetti un fermo amministrativo per una cartella insoluta relativa al bollo auto non pagato nel 1999 di un automezzo non più in mio possesso (venduto tramite procura alla fine del 1999) Per intenderci avevo dato incautamente incarico al procuratore da me nominato per il pagamento del bollo di quell'anno, cosa che a quanto pare non ha fatto.

Nel novembre del 2007 ricevo invito al pagamento da parte della società di recupero crediti inerente la cartella in argomento con a tergo la data di notifica della medesima, ossia 27/05/2006, entro lo stesso mese presento domanda di sgravio per prescrizione al diritto di recupero, essendo passati sei anni e cinque mesi dall'avvento, alla agenzia delle entrare con raccomandata A/R nonchè e alla società recupero crediti per conoscenza.

Fino al 2009 silenzio poi nuovo invito di pagamento e di nuovo mando la domanda di sgravio già presentata a suo tempo ma stavolta solo alla società di recupero.

Rappresento che questo fermo risale al settembre 2010 ed io ne ho avuto notizia solo da poco tempo poichè mai nulla è pervenuto alla mia attenzione.

L'unico modo per togliere il fermo era recarmi all'agenzia recupero crediti, pagare e poi recarmi al PRA cosa che ho fatto in data odierna. Prima di pagare ho richiesto ed ottenuto anche tutte le notifiche effettuate e mai ricevute dal sottoscritto.

Ho notato che la cartella in questione, oltre ad essere stata notificata oltre i tempi di prescrizione è stata depositata nel mio comune di residenza poichè il destinario era irreperibile, e per forza, l'hanno mandata ad un indirizzo e paese diverso dalla mia residenza ed al quale non ho mai resieduto. Fatte le dovute contestazioni all'impiegato della società recupero questi mi dice che l'unico modo per togliere il fermo è pagare. Cosa che, a malincuore, ho fatto per non rimanere appiedato.

Posso adesso avere una rivalsa e produrre ricorso per farmi rimborsare quanto ho versato più i danni morali e materiali che mi hanno arrecato?

A partire dal 1999 e fino alla data di notifica della cartella esattoriale (27 maggio 2006) potrebbe esserle stato notificato un avviso di accertamento per il mancato pagamento del bollo auto. Probabilmente allo stesso indirizzo dove le è stata poi notificata la cartella esattoriale.

Questo scenario, peraltro, renderebbe la cartella esattoriale del 2006 legittima dal punto di vista dei termini di decadenza e prescrizione. Fermo restando, naturalmente, la nullità della cartella stessa per l'evidente vizio di notifica in cui è incorso l'agente della riscossione. E giustificherebbe il mancato accoglimento della sua istanza di sgravio in autotutela per "prescrizione al diritto di recupero".

L'errore è stato da lei commesso nel 2007, quando ha ricevuto l'intimazione di pagamento. Avrebbe dovuto richiedere l'esibizione delle relate di notifica ed eccepire l'inoltro della cartella esattoriale ad un indirizzo non suo. Innanzitutto con istanza in autotutela e poi, in mancanza di uno sgravio, con un ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale prima della scadenza dei 60 giorni previsti.

In pratica avrebbe dovuto, nel 2007, compiutamente approfondire la questione come ha fatto in questi ultimi giorni.

Oggi sarebbe improponibile qualsiasi azione legale, sia dal punto di vista procedurale che di merito, dal momento che, in effetti, il bollo di circolazione del 1999 era dovuto e non è stato pagato.

2 marzo 2012 · Patrizio Oliva

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