Costi dei conti correnti sempre più alti – Come difendersi?


Conto corrente e libretto di deposito, tutela consumatore - servizi bancari e finanziari

In due anni le spese del mio conto corrente si sono duplicate: è assurdo se si pensa che avevo cambiato conto proprio perché spendevo troppo, e adesso invece mi ritrovo a pagare la stessa cifra, se non di più.

Ci sono innumerevoli offerte in giro che promettono conti correnti quasi a zero spese, ma poi la musica è sempre la stessa.

Come dobbiamo comportaci noi correntisti in questi casi?

Per quanto riguarda i correntisti italiani, c’è da dire che anche se la concorrenza aumenta anche i costi dei conti correnti crescono: infatti, secondo gli ultimi dati di Bankitalia risalenti al 2017 la spesa per gestire un conto corrente è salita a 79,4 euro, quasi 2 euro in più rispetto all’anno precedente.

E anche la spesa per i conti online è salita, passando da 0,6 a 2,1 euro.

Il motivo di questo rincaro è da attribuire principalmente ai canoni di base.

Ma com’è possibile, in un mercato in cui sono sempre di più le banche che pubblicizzano conti a zero spese?

Il problema, è che non sempre si tratta di offerte illimitate, a volte scadono per lasciare il posto ai costi di gestione, che non sempre sono bassi.

Sono proprio i clienti di lunga data a dover stare più attenti.

Un po’ come funziona per le compagnie telefoniche, infatti, anche le banche propongono spesso offerte molto allettanti per attirare nuovi correntisti, ma non per mantenere quelli più fidelizzati, ai quali continuano ad applicare condizioni economiche non più competitive.

Un metodo per capire quanto effettivamente costa un conto corrente è quello di controllare l’Isc, l’Indicatore sintetico di costo che viene comunicato nell’informativa periodica di fine anno e offre una visione complessiva del costo totale di gestione del conto, comprese le spese e le commissioni annuali per un cliente-tipo, al netto, ovviamente di interessi e commissioni su eventuali scoperti.

Il consiglio numero uno è quello di leggere attentamente il contratto: è lì che saltano fuori i costi che pubblicità e opuscoli cercano di tacere o nascondere.

Chi fa molte operazioni dovrebbe avere sempre l’accortezza di effettuarle online anziché allo sportello, che ha sempre un costo.

La maggior parte delle volte gli aumenti riguardano il bancomat, il libretto degli assegni o la carta di credito: per questo è importante controllare periodicamente queste voci di spesa sull’estratto conto.

Certo, una banca può cambiare le condizioni contrattuali e aumentare alcune voci di costo, ma è obbligata ad avvisare i clienti almeno due mesi prima.

Se il cliente non è d’accordo con le nuove condizioni può portare i suoi soldi da un’altra parte e lasciare la banca senza alcun costo.

Non tutte le modifiche contrattuali sono legittime.

Devono, infatti, essere motivate.

E negli ultimi anni sono stati diversi gli istituti di credito che hanno applicato gabelle del tutto ingiustificate ai propri clienti.

14 Maggio 2019 · Gennaro Andele

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