Coronavirus: vacanze estive post-covid – Si prevedono forti rincari?

In caso non scoppiasse nuovamente un’emergenza sanitaria nel nostro Paese, mi piacerebbe, dopo questo periodo di stress e lockdown, fare una breve vacanza quest’estate.

Ho paura, però, che a causa della crisi economica, albergatori e lavoratori del settore del turismo si rifacciano su noi consumatori.

Sarà così: sono previsti forti rincari?

Con l’apertura delle regioni e l’arrivo dell’estate, gli italiani pensano al dove trascorrere le vacanze: per il Coronavirus però, scatta il caro Vacanza per recuperare i costi di sanificazione e distanziamento per le strutture ricettive.

Si prevedono, infatti, rincari fino al 20% per alberghi, trasporti e affitti.

I rincari, però coinvolgeranno anche coloro che resteranno in città e non risparmieranno nessuno: il rialzo medio per la ristorazione sarà del 9 per cento, quello delle strutture ricettive dell’8 per cento, mentre quello per il trasporto aereo e via mare sarà rispettivamente un aumento del 15 e del 12 per cento.

Molte strutture alberghiere e ricettive sono rimaste chiuse in questo periodo, a causa dell’emergenza sanitaria.

Adesso, superato il picco, si stanno preparando ad accogliere turisti italiani e non.

Ma a che prezzo? La riapertura prevede il rispetto delle misure di sicurezza, che comprendono il distanziamento sociale e la sanificazione degli ambienti, oltre ad altri lavori di adattamento svolti in questi mesi.

Le strutture devono quindi recuperare i soldi spesi per la ristrutturazione e fare i conti con un numero di turisti che sarà molto inferiore rispetto agli anni precedenti.

La prima tentazione è quella che prevede dei rincari fino al 20 per cento per far quadrare i conti.

Cosa succederà?

Le strutture che godono di ampi spazi, come quelle venete o romagnole, pur avendo i costi di sanificazione, potranno permettersi di non ritoccare le tariffe.

Mentre là dove le spiagge non sono molto profonde, in Salento, Liguria, sulla costa tirrenica, le postazioni si ridurranno del 50%, e per forza ci saranno aumenti.

I rincari dovuti alle spese sostenute durante la chiusura per il Coronavirus toccheranno anche chi resta in città.

Estetisti e parrucchieri hanno registrati rincari tra il 20 e il 25 per cento, ma non solo.

In questi mesi sono aumentati anche i prezzi di beni di prima necessità, come frutta, verdura, prodotti per la pulizia della casa e altro.

1 Giugno 2020 · Giovanni Napoletano

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