Coronavirus e viaggi annullati: proposti buoni invece dei rimborsi – Una beffa ai danni dei consumatori?

A causa del Coronavirus mi è stato annullato un volo Alitalia: la compagnia aerea, invece di rimborsarmi la spesa, mi ha proposto un buono da spendere entro una certa data.

E se l’emergenza continuasse?

Non c’è il rischio che tutto ciò si trasformi in una beffa ai danni dei consumatori?

Sono tanti i viaggi annullati dai consumatori in queste ultime settimane, a causa del clima di emergenza causato dal coronavirus che stiamo attraversando e numerose sono anche le lamentele dei cittadini che riscontrano difficoltà nelle richieste di rimborso.

Infatti, i rimborsi cui i viaggiatori hanno diritto a seguito delle limitazioni imposte dall’emergenza coronavirus rischiano di trasformarsi in una beffa.

Ad esempio Italo, che come noto riconosce un buono solo per chi viaggia verso le aree a rischio, ha deciso di limitare i rimborsi unicamente ai viaggi da effettuarsi fino allo scorso 1 marzo.

Una decisione assurda considerata la situazione di emergenza ancora in corso e il rischio di contagio non ancora debellato e che anzi si espande in altre regioni italiane.

Non va meglio sul fronte degli aerei.

Alitalia informa infatti sul proprio sito che i passeggeri con restrizioni alla mobilità causate dall’emergenza sanitaria possono richiedere un buono di importo pari al valore del biglietto acquistato, usufruibile fino al 30 giugno 2020 per l’acquisto di altri biglietti verso qualsiasi destinazione operata da Alitalia.

Una vera e propria beffa se si pensa che sia la normativa vigente, sia l’Enac in una nota diffusa pochi giorni fa, non parlano affatto di “buoni”, ma di rimborso integrale dei soldi pagati.

I diritti degli utenti sono ancora una volta a rischio, e per questo ci appelliamo alle autorità e all’Enac affinché obblighino le società ferroviarie ed aeree a restituire agli utenti quanto pagato per biglietti che non potranno utilizzare.

3 Marzo 2020 · Giovanni Napoletano

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