Coronavirus – Fate attenzione anche alle truffe che circolano online

Ho ricevuto un’email da uno strano mittente dove erano contenute delle pseudo informazioni per evitare il contagio dal Coronavirus, e si invitava ad aprire una specie di allegato: nel dubbio ho cestinato l’email.

Si tratta di una truffa?

L’allarme Coronavirus dilaga anche sul Web, con notizie tutt’altro che attendibili diffuse tramite i social e, purtroppo, anche con più di uno sciacallo che tenta di approfittare dell’incertezza e della paura dell’utente medio nei confronti di questo virus.

Tanto da spingere la nota società di sicurezza elettronica Kaspersky a diramare un alert specifico sul Coronavirus.

Sembra uno scherzo di cattivo gusto ma non lo è: una società che di mestiere fa antivirus e prodotti per la sicurezza online interviene per avvertire gli utenti sui pericoli derivanti da chi sfrutta la paura per un virus reale, che colpisce le persone e non i computer.

Le minacce informatiche che si nascondono dietro ai contenuti relativi al Coronavirus, d’altronde, sembrano crescere di giorno in giorno.

La prima minaccia rilevata e comunicata da Kaspersky è quella relativa allo spam e ai tentativi di truffa che si basano sulla paura degli utenti per il Coronavirus.

L’azienda sta registrando negli ultimi giorni un picco di email truffaldine che sponsorizzano la vendita di mascherine per il volto che, così si dice nei messaggi, proteggono dall’infezione.

In realtà però, andando a vedere i prodotti messi in vendita, si scopre che sono delle normalissime mascherine antismog che di sicuro non possono far nulla per difenderci dal contagio.

I prezzi, però, sono elevatissimi: anche 50 dollari a pezzo, per una maschera che non fa assolutamente nulla contro il Coronavirus.

Eppure, nei messaggi inviati agli utenti, si leggono frasi come “Questa maschera può fermare il Coronavirus nel 99,9% dei casi.

È una speciale maschera antibatterica progettata proprio per fermare i virus che si diffondono attraverso l’aria, come quello che sta colpendo la Cina in questo momento”.

La mail è 100% fuffa, la mascherina è 100% truffa.

Ancora peggiori sono le email che sfruttano l’allarme Coronavirus per veicolare virus informatici, di solito all’interno di allegati che dovrebbero fornire informazioni utili su come proteggersi dal contagio.

I file allegati sono di diverso tipo: pdf, mp4, docx. Vengono spacciati per file o video informativi, per infografiche, per procedure di emergenza ma al loro interno contengono trojan, worm e malware di vario tipo in grado di fare danni enormi ai nostri dispositivi. Possono ad esempio accedere ai nostri dati, copiarli, cancellarli, criptarli per chiedere un riscatto e, se non si è dotati di un buon antivirus, è molto facile incappare in problemi seri. Kaspersky fino ad ora ha già trovato ben 32 diversi file che possono veicolare almeno un virus e che vengono spacciati per informazioni sul Coronavirus.

Non è la prima volta che hacker e creatori di virus agiscono “in tempo reale” sfruttando una minaccia reale per diffondere software malevolo o per mettere a segno qualche truffa.

In questo caso, però, il loro gioco è facilitato dalla psicosi causata dall’epidemia asiatica e dai casi di contagio già registrati in Europa.

Il primo metodo per proteggersi dalle minacce informatiche di questo tipo, quindi, è la prudenza accompagnata da una buona dose di raziocinio: le informazioni che realmente dobbiamo conoscere sul Coronavirus per stare al riparo dal contagio sono quelle rilasciate dagli enti preposti alla salute pubblica, nel caso italiano dal Ministero della Salute e dalle aziende sanitarie locali, e non certo quelle che riceviamo via email da perfetti sconosciuti.

Men che meno dovremmo fidarci di un messaggio email in cui ci viene proposto di comprare qualcosa, su un sito che non conosciamo e del quale non possiamo verificare in alcun modo l’attendibilità.

Infine, ma questo vale per tutte le minacce informatiche e non solo per quelle collegate al Coronavirus, è sempre meglio installare un buon software antivirus e tenerlo aggiornato. In questo modo, anche se faremo click su un link malevolo (per sbaglio, per curiosità o per paura del contagio), l’antivirus farà la scansione del sito Web al quale verremo spediti o dell’allegato che stiamo per scaricare e ci avvertirà se qualcosa non va.

7 Febbraio 2020 · Andrea Ricciardi

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