Contratto di lavoro a tempo determinato mai firmato – Si trasforma in contratto di lavoro a tempo indeterminato?

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In data 12 dicembre con modello Unilav (come risulta dai dati Inps) l’azienda privata settore vigilanza armata, presso cui ho iniziato a lavorare, a tempo determinato mi ha assunto fino al 13 marzo 2018, cioé 3 mesi (sempre fonte Inps). Tuttavia non mi ha mai fatto firmare a tutt’oggi il contratto di lavoro, nè mi ha mai sottoposto o inviato la c.d. lettera di assunzione. Ho sentito dire che in questo caso il contratto si trasforma automaticamente in INDETERMINATO, e, nel caso di licenziamento per giusta causa, spetterebbe al datore di lavoro, corrispondere il c.d. mancato preavviso. Detto questo vi chiedo: come devo comportarmi? Devo ricordarglielo o è meglio non svegliare il “Cane che dorme”? Eventualmente mi chiamassero oggi a firmare, perderei questo eventuale diritto? Quanti sono i giorni di preavviso che dovrebbe pagare il datore di lavoro nel caso mi lasciasse a casa per giusta causa o alla fine del contratto trimestrale mai firmato?

Il contratto di lavoro a tempo determinato deve essere contestualmente sottoscritto dal lavoratore nel momento in cui ha inizio la prestazione. (Cassazione 18512/2016). La scrittura non è necessaria quando la durata del rapporto di lavoro, puramente occasionale, non sia superiore a dodici giorni.

Il contratto a termine deve essere stipulato per iscritto; copia dell’atto scritto deve essere consegnato al lavoratore entro 5 giorni lavorativi dall’inizio della prestazione. In caso contrario, il rapporto di lavoro deve essere considerato a tempo indeterminato.

Sull’eventualità di una sottoscrizione intervenuta dopo i 5 giorni, la giurisprudenza (Cassazione 18512/2016) ritiene che non possa essere eccepita la mancanza della forma scritta, ponendosi semmai il diverso problema della necessaria contestualità della sottoscrizione del contratto con l’inizio della prestazione lavorativa. Il che, in ogni caso, pur concludendo una condotta sanzionabile per il datore di lavoro, non comporta la trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.

Vigente un contratto a tempo indeterminato, il datore di lavoro, per poter legittimamente recedere con il licenziamento del lavoratore, deve dimostrare la sussistenza di una giusta causa, di un giustificato motivo oggettivo o di un giustificato motivo soggettivo, ovvero il licenziamento deve avvenire al termine di una procedura per la riduzione del personale.

Ai sensi dell’articolo 2118 del codice civile, in assenza di giustificato motivo, il datore di lavoro deve dare un preavviso, la cui durata è stabilita dal CCNL. Il CCNL di vigilanza, per lavoratori senza anzianità di servizio, dovrebbe prevedere un preavviso di almeno 15 giorni fino ad un massimo di due mesi in relazione al livello di inquadramento (nella fattispecie, non essendoci un contratto scritto, bisogna assumere come termine di preavviso i 15 giorni minimali).

Il datore di lavoro, tuttavia, può corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso, equivalente alla retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore nel periodo di preavviso.

Non è necessario alcun preavviso nel caso in cui il recesso sia dovuto ad una giusta causa. in tal caso è il datore di lavoro ad aver diritto al versamento della indennità sostitutiva del preavviso.

16 Gennaio 2018 · Tullio Solinas

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