Conto corrente cointestato a firma disgiunta e prelievi oltre la quota inizialmente conferita – Posso essere accusata di appropriazione indebita?

Argomenti correlati:

Sono cointestataria di un conto corrente bancario a firma disgiunta: l’altro cointestatario ha difficoltà a muoversi e mi ha chiesto di prelevare i soldi che mensilmente gli servono. Sul conto ho versato circa il 10% della somma presente, l’altro 90% è del cointestatario. Questa modalità di tacito consenso al prelievo (tramite il bancomat a me riconducibile) sta andando avanti da diverso tempo e la somma totale prelevata supera il 10% a mia disposizione. Il cointestatario riceve regolarmente l’estratto conto quindi vede i prelievi. Inoltre non risulta che il cointestatario faccia prelievi a lui riconducibili, quindi è chiaro che i soldi prelevati sono per i suoi bisogni quotidiani. Continuando a prelevare con la modalità descritta e avendo prelevato oltre la mia disponibilità posso essere accusata di appropriazione indebita?

L’appropriazione indebita è un reato previsto dal codice penale (articolo 646): secondo i giudici della Corte di Cassazione (sentenza numero 29019/14) è configurabile il reato di appropriazione indebita a carico del cointestatario di un conto corrente bancario, il quale, pur se autorizzato a compiere operazioni separatamente, disponga in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito degli altri cointestatari, della somma in deposito in misura eccedente la quota parte da considerarsi di sua pertinenza, in base al criterio stabilito dal codice civile, secondo cui le parti di ciascun cointestatario si presumono, fino a prova contraria, uguali.

Nella fattispecie, essendo due i cointestatari, la quota di prelievo personale da non superare, per non incorrere nel reato, è quella del 50%.

Tuttavia la stessa Corte di cassazione (sentenza 77/2018) ha recentemente precisato che qualora il saldo attivo risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, si deve escludere che l’altro possa, nel rapporto interno, avanzare diritti sul saldo medesimo. Peraltro, pur ove si dica insuperata la presunzione di parità delle parti (50%), ciascun cointestatario, anche se avente facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, nei rapporti interni non può disporre in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito dell’altro, della somma depositata in misura eccedente la quota parte di sua spettanza, e ciò in relazione sia al saldo finale del conto, sia all’intero svolgimento del rapporto.

In pratica, gli eredi dell’altro cointestatario potrebbero ingiungerle la restituzione della differenza fra quanto complessivamente prelevato a titolo personale e la liquidità inizialmente conferita.

Suggeriamo di chiedere alla banca il rilascio di un bancomat riconducibile all’altro cointestatario, da utilizzare per i prelievi di cui egli ha bisogno.

19 Giugno 2018 · Simonetta Folliero

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Conto corrente cointestato a firma disgiunta - quando il prelievo si configura come appropriazione indebita
E' configurabile il reato di appropriazione indebita a carico del cointestatario di un conto corrente bancario, il quale, pur se autorizzato a compiere operazioni separatamente, disponga in proprio favore, senza il consenso espresso o tacito degli altri cointestatari, della somma in deposito in misura eccedente la quota parte da considerarsi di sua pertinenza, in base al criterio stabilito dal codice civile, secondo cui le parti di ciascun cointestatario si presumono, fino a prova contraria, uguali. Così si è espressa la Corte di Cassazione nella sentenza numero 29019/14. In pratica, il cointestatario di un conto corrente a firma disgiunta, che dispone, ...

Conto corrente cointestato firma disgiunta - Quando c'è appropriazione indebita?
Io e la mia ex compagna, ex conviventi (ci siamo lasciati da poco) avevamo aperto un conto corrente cointestato, a firma disgiunta, sul quale convenivano i nostri due stipendi: lo utilizzavamo per far fronte a spese domestiche ed altri bisogni familiari. Premetto che sul conto vi erano 20.000 euro, accumulati negli anni. Ora, poco dopo la chiusura del nostro rapporto sentimentale, e prima di poter chiudere il conto, lei si è presentata presso la banca e ha ritirato, in diversi giorni, quasi 15.000 euro. Me ne sono accorto troppo tardi, quando la banca mi ha telefonato per sapere se fosse ...

Conto corrente cointestato a firma disgiunta - La delega ad un terzo può essere conferita solo congiuntamente
E' legittimo il comportamento della banca che, nel caso di un conto corrente cointestato a firma disgiunta, consente ad uno solo dei cointestatari di conferire ad un terzo soggetto delega ad operare e disporre del conto corrente? Com'è noto, in un conto corrente cointestato a firma disgiunta, tutti i cointestatari hanno facoltà di compiere operazioni anche separatamente. Ne deriva che la banca, presso la quale viene intrattenuto il rapporto di conto corrente cointestato con firme disgiunte dei contitolari, non potrebbe rifiutarsi di dar seguito all'ordine impartito da uno di questi. Tuttavia, il discorso è diverso quando si affronta il problema ...

Dove mi trovo?

Ti trovi nel Forum – Debiti e recupero crediti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani e stai leggendo il topic Conto corrente cointestato a firma disgiunta e prelievi oltre la quota inizialmente conferita – Posso essere accusata di appropriazione indebita?