Coniuge defunto – Cosa devo fare per ottenere pensione di reversibilità?

Mio marito è morto a 79 anni dopo una brutta malattia: siamo stati sposati per 59 anni e lui era in pensione da 15, dopo 40 anni di lavoro e contributi versati.

Io ora, disoccupata (non ho mai lavorato), sto aspettando di ottenere la pensione di reversibilità di mio marito ma ad oggi non ancora ho visto un centesimo.

Devo muovermi io o la procedura è automatica?

Vorrei sapere qualche info in merito.

I familiari superstiti, in caso di morte dell’assicurato o pensionato iscritto presso una delle gestioni dell’INPS, hanno diritto alla pensione nel caso in cui ricorrano determinate condizioni.

La prima condizione, ovvero quella che interessa a lei, si verifica nel caso in cui il dante causa sia titolare di pensione diretta ovvero avendone diritto, ne abbia in corso la liquidazione: i superstiti in questo caso avranno diritto alla pensione di reversibilità.

Hanno diritto al trattamento pensionistico in quanto superstiti:

  • il coniuge, anche se separato legalmente;
  • il coniuge divorziato a condizione che sia titolare dell’assegno periodico divorzile, che non sia passato a nuove nozze e che la data di inizio del rapporto assicurativo del defunto sia anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • il coniuge che passa a nuove nozze perde il diritto alla pensione ai superstiti, ma ha diritto a un assegno una-tantum pari a due annualità (articolo 3, decreto legislativo 18 gennaio 1945, n. 39) della quota di pensione in pagamento, compresa la tredicesima mensilità, nella misura spettante alla data del nuovo matrimonio. Nel caso in cui il dante causa abbia contratto nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con sentenza dal Tribunale.

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o dell’assicurato e spetta in una quota percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata all’assicurato.

Le aliquote di reversibilità sono stabilite nelle seguenti misure:

  • 60% per il coniuge senza figli;
  • 80% per il coniuge con un figlio;
  • 100% per il coniuge con due o più figli.

Comunque, rispondendo al suo quesito, va detto che mon si tratta di una prestazione che scatta in automatico: infatti, la pensione del defunto non si trasforma direttamente in pensione di reversibilità a favore degli aventi diritto, ma sono gli aventi diritto ad essere tenuti a inviare la domanda all’Inps.

In ogni caso, anche se la domanda di reversibilità è inviata in ritardo, si ha diritto agli arretrati: il diritto alla pensione, difatti, scatta alla morte del dante causa e non alla data della domanda di prestazione. Vediamo allora come fare.

La domanda deve essere presentata online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

In alternativa si può fare domanda tramite:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

29 Dicembre 2017 · Andrea Ricciardi

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