Condanna a risarcimento danni e rischio di pignoramento dello stipendio

In seguito ad un processo civile (evito le dinamiche del processo per non divagare sul funzionamento della legge in italia), sono stato condannato dal giudice a risarcire la "parte lesa" con una cifra di circa 40 mila euro.

Al momento io non ho beni intestati e nel mio conto bancario ho qualche manciata di euro. Sono però lavoratore dipendente a tempo indeterminato, con uno stipendio medio in busta di circa 2600 euro.

E' possibile che, in seguito alla richiesta risarcitoria, venga applicato un pignoramento di una parte dello stipendio?

Per quanto riguarda un eventuale pignoramento di parte dello stipendio, cambierebbe qualcosa se al momento io avessi in corso un finanziamento con cessione volontaria del quinto dello stipendio?

Cessioni volontarie e pignoramenti per debiti (ordinari e speciali) non possono superare la metà dello stipendio netto.

La metà di 2600 euro è 1.300. Il quinto di 2.600 è 520 euro.

Ora, 520 + 520 fanno 1040. Purtroppo, anche se procedesse ad una cessione volontaria del quinto prima del pignoramento determinato dalle azioni esecutive che sicuramente promuoverà il danneggiato (debiti ordinari), ha ancora 260 euro disponibili per un eventuale pignoramento di Equitalia per debiti erariali, contributivi, multe e quisquiglie varie (debiti speciali).

Anche in riferimento a sempre possibili debiti alimentari (assegni all'ex coniuge) il suggerimento è quello di stare in campana...

14 dicembre 2011 · Giorgio Valli

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