Come salvare l’immobile di proprietà dalle lunghe mani del fisco?

Argomenti correlati:

Stai visualizzando 5 post - dal 1 a 5 (di 6 totali)

La prima e unica casa del contribuente non è pignorabile, è comunque sempre fastidioso trovarsi un’ipoteca: è possibile cedere, donare o vendere casa a un familiare per evitare le mani lunghe del fisco? E’ bene attivarsi prima del sorgere del credito derivante da un futuro accertamento fiscale e in che modo? In molti suggeriscono di evitare donazioni e vendite tra familiari e di procedere eventualmente con una cessione per risarcimento o con un contratto di mantenimento.

Se ci si muove per tempo, anche la donazione e la vendita endo familiare possono andar bene, dal momento che decorsi cinque anni dal perfezionamento dell’atto e dalla sua trascrizione nei pubblici registri immobiliari, l’azione revocatoria non è più esercitabile dal creditore, intervenendo la prescrizione.

Naturalmente, se si ha la disponibilità economica di spendere per ulteriori atti notarili (e non solo) oltre a quello di compravendita/donazione, si possono architettare soluzioni più complesse ed articolate, come la cessione per risarcimento o il contratto di mantenimento.

Qualora i tempi di intervento siano più stretti, la soluzione classica perseguibile è l’alienazione a favore di un terzo, non parente o affine, con pagamento tracciabile del bene a prezzi di mercato, e con l’ulteriore condizione che l’immobile acquistato venga adibito ad abitazione principale dell’acquirente (cioè sia eletto a residenza dell’acquirente o dei suoi familiari, vale a dire il coniuge, i figli, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado). Il che rende inammissibile l’eventuale azione revocatoria dell’atto di compravendita, proposta dal creditore.

In un tale contesto (intervento quando sono già in corso accertamenti fiscali o quando sono prossimi ad essere avviati) particolare attenzione va riservata alla cessione per risarcimento (che richiede, naturalmente, l’esistenza di atti presupposti affinchè non ne sia eccepita la simulazione) e al contratto di mantenimento, che se non confezionato a norma dal notaio, potrebbe essere dichiarato nullo su istanza del creditore.

7 Novembre 2018 · Lilla De Angelis

Se perfeziono un atto di donazione di una quota immobiliare, prima del nascere di qualsiasi debito, e dopo 2 anni magari si è sottoposti ad un accertamento fiscale, può l’Agenzia delle entrate esperire azione revocatoria dell’atto di donazione?

Senz’altro: come già accennato nella risposta al primo quesito, l’articolo 2903 del codice civile stabilisce che l’azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data della trascrizione dell’atto notarile nei pubblici registri immobiliari. Decorso il quinquennio, il creditore non potrà più esperire l’azione revocatoria ai sensi dell’articolo 2901 del codice civile, perdendo così la possibilità di rendere inefficace la donazione della quota immobiliare disposta dal debitore.

7 Novembre 2018 · Piero Ciottoli

Se l’immobile di proprietà è soggetto a ipoteca per debiti col fisco superiori a 20 mila euro, qualora venisse donato, nei 5 anni successivi basta contenere il debito nei 20 mila euro per evitare l’azione revocatoria? In ogni caso se si mantiene la residenza nell’immobile donato, qualora ci fosse azione revocatoria valgono le regole della prima e unica casa?

Se sull’immobile è stata già iscritta ipoteca cambia tutto, e non vale il contenuto delle precedenti risposte.

L’ipoteca gravante su un bene alienato, o donato, viaggia con il bene sottoposto a vincolo e il donatario o il nuovo proprietario, pur non essendo debitori, sono semplicemente soggetti che consapevolmente e liberamente hanno acquisito un bene ipotecato e come tale espropriabile senza i vincoli imposti dall’articolo 76 del DPR 602/1973 a favore del debitore (indipendentemente cioè dalla circostanza che il donatorio o il nuovo proprietario siano residenti nell’immobile).

Quindi, senza alcuna necessità di esperire preventivamente azione revocatoria, il concessionario della riscossione procede per espropriare l’immobile. Per evitare l’espropriazione tramite vendita coattiva all’asta, o il debitore ex proprietario, salda il dovuto oppure il nuovo proprietario/donatario si surroga al debitore e paga comunque.

7 Novembre 2018 · Giorgio Martini

Se si dona un immobile e nei successivi 5 anni, chi ha donato mantiene i propri debiti col fisco, nel limite dei 20 mila euro (soglia ipoteca), evita l’azione revocatoria?

Il codice civile non prevede soglie di debito minimo perchè il creditore possa esperire azione revocatoria di un atto di donazione o alienazione riguardante un bene di proprietà del debitore. Il concetto è molto semplice: prima di donare o alienare un bene, il debitore deve saldare i conti in sospeso con i creditori. Dopo può donare o alienare quello che gli pare e piace.

7 Novembre 2018 · Ornella De Bellis

Stai visualizzando 5 post - dal 1 a 5 (di 6 totali)

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Emigrare in Germania per lavoro e ritrovarsi la casa espropriata dal fisco - C'è modo per recuperare la proprietà dell'immobile?
Nel 2010 emigro in Germania per lavoro: non ho famiglia, ma possedevo un immobile che affittai e in Germania prontamente mi iscrissi all'AIRE, rivolgendomi al consolato (successivamente ho verificato col comune la regolare iscrizione, d'altronde i certificati elettorali mi arrivano in Germania). Faccio anche comunicazione dell'indirizzo di notifica alla agenzia delle entrate, tramite apposito modulo, indicando il mio indirizzo estero. Giorni fa vengo a sapere, dal mio inquilino, che deve lasciare l'immobile perché la mia casa è stata assegnata all'asta ad altro proprietario. Incarico una persona di fiducia per raccogliere informazioni: tramite accesso agli atti del tribunale scopre che tutto ...

Agevolazione prima casa - Nulla è dovuto al fisco per il trasferimento della proprietà previsto nell'accordo di separazione fra coniugi seppur intervenuto prima che siano decorsi cinque anni dall'acquisto dell'immobile
Sulla decadenza delle agevolazioni prima casa in seguito al trasferimento infraquinquennale della proprietà dell'immobile previsto nell'accordo si separazione o divorzio, si rinvengono due orientamenti di legittimità. Il primo orientamento afferma che il trasferimento di un immobile in favore del coniuge per effetto degli accordi intervenuti in sede di separazione consensuale è comunque riconducibile alla volontà del cedente, e non al provvedimento giudiziale di omologazione. Sicché, qualora, intervenga nei cinque anni successivi all'acquisto, senza che il cedente stesso abbia comprato, entro l'anno ulteriore, altro appartamento da adibire a propria abitazione principale, le agevolazioni fiscali prima casa di cui egli abbia beneficiato ...

Debiti con il fisco e mutuo casa cointestato con mia madre al pagamento del quale non sono in grado di contribuire
Quasi 9 anni fa ho avviato un attività nella quale ho investito tutto, ero giovanissimo, ora mi ritrovo a non riuscire a pagare più nulla, mi ritrovo con un debito complessivo di oltre 30 mila euro tra contributi e tasse, ormai tiro avanti alla giornata nella speranza di riuscire a trovare qualcosa come dipendente. I miei non possono aiutarmi, mio padre è disoccupato dopo aver dovuto cessare la sua attività dopo tanti anni, mia madre lavora, ma non può nemmeno lei darmi una mano più di tanto perché già si occupa della casa e le spese varie. Inoltre la cosa ...

Dove mi trovo?

Ti trovi nel Forum – Cartelle esattoriali multe e tasse del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani e stai leggendo il topic Come salvare l’immobile di proprietà dalle lunghe mani del fisco?