Chiusura attività causa debiti

Nel 2009 , a causa di una serie sfortunata di eventi e raggiri, sono stata costretta a chiudere la mia attività rimanendo con molti debiti.

Non potendo onorarli, sono finita protestata, e anche senza lavoro. Attualmente l'unico che sostenta la famiglia è mio marito con uno stipendio di 1300 circa mensili.

Mi ritrovo con un'ingiunzione di pagamento dell'INPS, che entro breve mi porterà alla condanna penale, poichè non sono in grado di pagare, e ora è arrivata anche l'ingiunzione di pagamento a mio marito per un'assicurazione con l'INA ASSITALIA che dopo la chiusura non è stato più in grado di pagare.

La mia domanda è questa: guadagnando 1300 euro mensili, e pagando un mutuo che porta via 986 euro al mese, e avendo moglie e tre figli minori a carico, l'INA può arrivare e pignorare a mio marito il quinto dello stipendio? Se così fosse non saprei come sfamare letteralmente i miei figli.

E io, che non posso pagarmi un avvocato, e non posso usufruire del patrocinio gratuito poichè il reddito dell'anno scorso supera di poco il limite massimo, come posso riuscire a difendermi?

Allora, nel tempo il suo stipendio potrebbe essere pignorato di un quinto per soddisfare i debiti di origine contributiva (INPS) e di un altro quinto per far fronte al pagamento coattivo del debito assicurativo.

La situazione non mi sembra tuttavia drammatica, posto che il debito con Ina Assitalia dovrebbe essere limitato all'annualità corrente del premio non corrisposto e che, pagando una penale contenuta, è sempre possibile rescindere il contratto attraverso una comunicazione AR di disdetta, inviata nei termini previsti in riferimento alla scadenza annuale.

4 settembre 2011 · Simone di Saintjust

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