Come aiutare un genitore indebitato

Un anno fa abbiamo scoperto che mio padre è indebitato con Equitalia, pare per poco più di 1000 euro al mese, e ne avrà ancora fino al 2018. Da settembre dello scorso anno, l’unica auto a lui intestata è in fermo amministrativo per un altro debito, sembrerebbe di 300 euro al mese, con la cassa del suo Ordine professionale (Geometri). Purtroppo non posso fornire le cifre esatte perché mio padre si ostina a non volercelo dire, aumentando in questo modo la situazione di insicurezza generale.

I miei genitori, in regime di separazione dei beni, possiedono entrambi metà della casa (prima e unica) di famiglia; mia madre casalinga non ha entrate di alcun tipo; mio fratello, che vive con loro, è dipendente a tempo determinato di un’azienda e guadagna poco più di 1000 euro al mese, e sta pagando le rate della sua auto nuova; io lavoro con contratti a tempo determinato all’estero, dopo vivo stabilmente (mantengo però la residenza in Italia, presso la casa di famiglia) e dove pago le tasse da tre anni. Non vi sono, fortunatamente, mutui o altri prestiti a carico di mio padre. L’auto di famiglia, la quota della casa e tre piccole quote immobiliari (ottenute per eredità) in possesso di mio padre sono certamente state bloccate.

Mio padre ha appena compiuto 60 anni, lavora ancora ed è in buona salute, quindi le prospettive per noi eredi dopo la sua morte mi sono ben chiare. Ma cosa possiamo fare in concreto noi figli finché lui vive? E’ lecito aiutarlo con i pagamenti, magari versandogli mensilmente dei soldi sul conto (per garantire la tracciabilità) che possano aiutarlo a pagare le rate? E’ possibile pensare ad avviare una procedura di consolidamento o ristrutturazione del credito (legge 3 del 2012)?

L’auto di famiglia, la quota della casa e tre piccole quote immobiliari (ottenute per eredita’) in possesso di mio padre sono certamente state bloccate.

Il fermo amministrativo sull’auto di famiglia può essere sospeso dopo la dilazione dei pagamenti che, da quanto lei riporta, sembra essere stata ottenuta. Ma, si dovrebbe capire chi si occupa della riscossione coattiva. Poco probabile si tratti di Equitalia perché in tale ipotesi tutto il debito iscritto a ruolo (compreso quello derivante dal mancato o insufficiente pagamento dei contributi previdenziali alla Cassa) dovrebbe essere stato oggetto di rateazione.

La quota di comproprietà dell’immobile in cui suo padre ha la residenza non può essere espropriata. Le tre piccole quote immobiliari ricevute in eredità sarebbero difficilmente espropriabili perchè la loro vendita all’asta si configura, specie di questi tempi, assai problematica.

I figli non rispondono dei debiti dei genitori finchè questi sono in vita. Il problema, pertanto, sembrerebbe quello di preservare il patrimonio paterno.

Per far questo non v’è bisogno di ricorrere alla legge 3/2012 (che, peraltro, richiederebbe la liquidazione del patrimonio immobiliare): più che lecito, è doveroso aiutare il proprio genitore nel pagare i debiti e nella situazione descritta l’aiuto economico offerto dai figli rappresenterebbe anche un investimento; in tale contesto, non si pongono problematiche di tracciabilità per eventuali trasferimenti di denaro da figli a padre.

17 Aprile 2016 · Ludmilla Karadzic

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