Chiusura conto corrente cointestato - è tacita accettazione eredità?

I miei suoceri avevano un conto in banca cointestato con firma disgiunta, alla morte di mio suocero (settembre 2014) il conto era in passivo di circa 250 euro, avvisata la banca della morte, hanno chiesto a mia suocera di portare in attivo il conto prima di chiuderlo e così io (fidanzato della figlia, quindi un ESTRANEO per loro) ho eseguito un bonifico di circa 400 euro.

A quel punto, sempre la banca, ha chiesto la firma di mia suocera e dei due figli (fra cui la mia ragazza) su un modello di chiusura conto e facendogli dichiarare di essere gli eredi, fatto questo dopo un po di tempo hanno chiuso il conto e passato il resto dei soldi (quindi i miei) sul nuovo conto aperto da mia suocera come unica intestataria.

Solo poche settimane fa i due figli hanno fatto rinuncia di eredità.

Chiedo, firmando quel foglio hanno accettato tacitamente l'eredità? se si, non ci possiamo appellare al fatto che era cointestato con la moglie? O che il conto era in passivo al momento della morte e quindi i soldi sul conto gli ho messi io solo per mia suocera?

Non c'è nessuna scappatoia o appiglio?

Seppure il conto corrente del defunto (cointestato con la moglie) fosse in rosso, sono state compiute operazioni (la chiusura del rapporto) che un delegato non avrebbe potuto portare a termine e compatibili solo con lo status di eredi.

Esiste un documento in cui i sottoscrittori dichiarano di essere eredi e comunque c'è la liquidazione dell'attivo di conto (circa 150 euro).

Insomma, la successiva rinuncia non ha alcun valore rispetto al precedente atto di accettazione dell'eredità che è stato formalizzato, nero su bianco.

Resta solo da augurasi che il defunto non abbia accumulato debiti ulteriori e, nel caso, che i creditori non vengano a conoscenza della dichiarazione in possesso della banca.

8 maggio 2015 · Ornella De Bellis

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