Ulteriori chiarimenti sul pignoramento dell'indennità di maternità

In riferimento a questa risposta (leggermente sgarbata simile agli operatori delle agenzie recupero crediti) mi sento in dovere di chiarire un paio di cose. In primis non mi lamento, ero confusa ed è questo il motivo per qui mi rivolgo a voi.

Il motivo della mia confusione è dovuto a due cose: la cessione del quinto sul mio stipendio non è volontaria (anche se cosi compare sulla busta paga) ma è quanto richiesto dalla banca tramite la sentenza del giudice (che vuole anche gli accantonamenti tra sentenza e notifica). Secondo, la ditta mi dà solo quello che le viene rimborsato dall'INPS, tanto che alla voce che la riguarda compare solo la quota ore e non il corrisposto in euro e dunque i pagamenti vengono fatti da quello che mi spetta dall'INPS. Da qui il mio non capire cosa e quanto sto pagando (fatto sta che dalla ultima busta paga ho visto pochissimo). So che nel caso degli stipendi non vige la regola applicatasi alle pensioni del minimo necessario per la sopravvivenza, ma solo il limite del quinto in qualunque circostanza.

Posso assicurarle che il mio collega, estensore della precedente risposta, non aveva alcuna intenzione di essere sgarbato con lei: quella della mucca e della giraffa voleva essere solo una battuta che avrebbe certamente scatenato un sorriso se fatta a tu per tu, ma che può essere facilmente fraintesa, e risultare infelice, quando si interagisce attraverso un forum. Il termine lamentela, poi, era riferito ad un contesto giuridico, quando si è soliti dire che ci si lamenta di una qualche presunta ingiustizia subita.

Piuttosto, urge sgombrare il campo da ogni incombente equivoco: infatti, il dato interessante che emerge dal suo ultimo intervento e sul quale riflettere è che la cessione del quinto sul mio stipendio non é volontaria (anche se cosi compare sulla busta paga) ma è quanto richiesto dalla banca tramite la sentenza del giudice.

Ora, quando ci si rivolge al giudice e si ottiene il pignoramento dello stipendio del debitore, poi non si deve fare altro che ordinare al datore di lavoro di trattenere una certa cifra ogni mese (il quinto di solito) sullo stipendio del debitore e consegnarla al creditore.

La trattenuta per pignoramento del quinto dello stipendio e la trattenuta per cessione del quinto dello stipendio sono due cose completamente diverse, anche se si assomigliano come terminologia.

La procedura con cui, si induce il debitore a chiedere un prestito volontario, con una una rata pari al quinto dello stipendio, che viene trattenuta dal datore di lavoro e versata direttamente a chi ha concesso il prestito (appunto la cessione del quinto che - ripetiamo - è diversa dal pignoramento dello stipendio) è tipica di una fase stragiudiziale (cioè di accordo fra creditore e debitore raggiunto senza andare in tribunale). Insomma, ho l'impressione che proprio non esista una sentenza del giudice e una notifica del creditore procedente di pignoramento dello stipendio al datore di lavoro e che a fronte dell'impossibilità di pignorarle l'indennità di maternità l'abbiano convinta (mi domando come) a chiedere (volontariamente) un prestito per cessione del quinto al solo scopo di rimborsare il precedente debito sorto nella sua qualità di garante.

Per chiarire la questione, dovrebbe essere chiesto al datore di lavoro di esibire copia della notifica di pignoramento presso terzi effettuata dalla banca. Se è come sospetto, non c'è stato alcun pignoramento, perchè non è possibile pignorare l'indennità di maternità essendo questo un credito impignorabile. Tuttavia, in qualche modo, l'hanno convinta a chiedere un prestito per cessione del quinto che è stato poi utilizzato per rimborsare (volontariamente) un creditore che non poteva pignorare.

Purtroppo, non credo sia possibile rimediare: lei è stata raggirata, ma non ci sono gli estremi per rivolgersi al giudice e "lamentare" la circostanza di essere stata costretta a chiedere il prestito, a meno che non lei non riesca a dimostrare che le è stata usata violenza per costringerla a firmare la richiesta di cessione del quinto e a girare la somma, così ottenuta, alla banca creditrice.

Spero di essere stata chiara: nessun giudice può obbligare il debitore a chiedere un prestito (la cessione del quinto) per rimborsare il creditore procedente.

Lo strumento di cui dispone un creditore che si rivolge al giudice per ottenere dal garante il rimborso di un debito inadempiuto dal debitore principale è il pignoramento del quinto dello stipendio (che è una modalità di riscossione forzata e non volontaria).

30 marzo 2017 · Annapaola Ferri

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