Cessione del quinto dello stipendio e riduzione della retribuzione superiore ad un terzo


Ho necessità di alcuni ragguagli relativamente alla notifica di contratti cqs/delegazione di pagamento stipulati da dipendenti quando in forza presso altra azienda e notificati alla nostra azienda con pretesa di effettuare le trattenute. Si precisa che la cessazione del rapporto di lavoro con l’altra azienda è avvenuta mediante regolare risoluzione del contratto e sottoscrizione di nuovo contratto di lavoro con l’attuale azienda.

La quasi totalità dei contratti di cqs/delegazione di pagamento risultano al momento della notifica già scaduti – a titolo esemplificativo: un contratto stipulato nel 2006, 120 rate, notifica del contratto avvenuta agosto 2019.

In mancanza di informazioni più dettagliate sulle vicende in cui è stata coinvolta l’azienda da cui provengono i lavoratori assunti, possiamo solo immaginare che la retribuzione mensile dei dipendenti sia stata ridotta in misura maggiore di un terzo dopo l’intervenuta cessione del quinto.

In questa ipotesi, infatti, qualora, cioè, lo stipendio del lavoratore subisca una decurtazione superiore ad un terzo, la trattenuta non può eccedere il quinto dello stipendio ridotto (articolo 35 DPR 180/1950).

Capitale ed interessi vengono allora recuperati mediante corrispondente prolungamento del periodo inizialmente concordato di ammortamento del prestito dietro cessione del quinto.

27 Settembre 2019 · Tullio Solinas



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