Cessione del quinto con una seconda azienda

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Nel 2008 ho fatto una cessione del quinto dello stipendio con la mia azienda dove lavoravo prima ed una finanziaria. Dopo circa un anno mi licenziai e il tutto non venne riscattato dal Tfr.

Per vari anni lavorai in nero e lavoretti da poco e il tutto si bloccò senza mai una comunicazione da parte della finanziaria.

Adesso che sono in un’altra azienda da un anno, circa due giorni fa sono arrivate delle notifiche al datore di lavoro da parte della assicurazione che ha coperto il debito e vuole logicamente rivalersi su di me.

Io quando sono stato assunto non dissi questo anche perché sinceramente non pensavo che contattassero la nuova azienda e anche perché non me ne ricordavo.

Il problema è che l’azienda nuova non vuole accettare: cosa rischio e cosa rischia la mia azienda e che soluzioni posso provare? Azienda mi chiede di fare un accordo con il recupero credito privatamente, quelli non vogliono, solo con azienda e quindi la cessione del quinto.

Sono disperato, ho paura anche di rimetterci il posto voglio trovare una soluzione che soddisfi tutti.

Ho parlato con l’azienda e ho specificato che se ci fossero spese in più per il commercialista di accollarmele: pure non voglio che lei ci rimetta capite? Non so cosa fare.

Dunque, a suo tempo l’assicurazione ha rimborsato il creditore che erogò il prestito su cessione del quinto e, adesso, la compagnia pretende il rimborso da parte del debitore che, finalmente, ha ottenuto un nuovo impiego.

Non trattandosi di un pignoramento presso terzi, il nuovo datore di lavoro non è obbligato a farsi carico dell’onere di provvedere all’estinzione del debito con un prelievo mensile dallo stipendio (si tratterebbe, in sostanza, di accordare un prestito delega).

Restano, pertanto, due sole alternative: la prima prevede un accordo diretto fra debitore e creditore, soluzione che difficilmente sarà accettata da quest’ultimo. Anche perché lei non ha le risorse finanziarie per procedere in tal senso, neppure attraverso la richiesta di una nuova cessione del quinto, avendo ottenuto il nuovo impiego da meno di un anno.

Il secondo scenario, il più verosimile, prevede, invece, un’azione giudiziale da parte del creditore, con il pignoramento dello stipendio del debitore presso il datore di lavoro, e il solito aggravio di spese legali.

Personalmente, non credo che questo disguido dei tempi passati possa favorire un eventuale licenziamento, se lei svolge il lavoro assegnatole con serietà e professionalità.

28 Giugno 2016 · Carla Benvenuto

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